La lettera di Luciana Littizzetto contro il fenomeno del cat calling

E’ davvero possibile che nel 2021 una donna debba sentire un uomo fischiare per strada perchè indossa una gonna, perchè ha un paio di tacchi, o perchè mentre corre mostra il fondo schiena a chi sta dietro di lei? E’ davvero possibile che quel “fischiare” debba essere etichettato come un complimento e non come una sorta di molestia? A noi donne, del vostro riconoscimento, della vostra approvazione tramite una risatina, una fischiatina, una frase urlata per strada, ci importa ben poco. E ce lo ricorda per fortuna anche Luciana Littizzetto che dalla puntata di Che tempo che fa in onda l’11 aprile 2021 su Rai 3 scrive una lettera a nome suo e di tantissime donne italiane, per ricordare cosa sia un complimento e cosa invece non lo è. Del fenomeno del cat calling in questi giorni si è parlato moltissimo soprattutto dopo che Aurora Ramazzotti ha lanciato un dibattito sul tema. C’è chi ha compreso cosa volesse dire la seguitissima influencer e conduttrice, e c’è chi invece non ha perso occasione di parlare, giusto per dare aria ai denti. A quelle persone si rivolge Luciana, con la sua lettera.

La lettera di Luciana Littizzetto sul fenomeno del cat calling

Inizia così la lettera di Luciana:

A chi dice che gli uomini non possono fare più i complimenti, dico che noi donne sappiamo ben distinguere chi fa un complimento, da chi dice volgarità o oggettivizza il nostro corpo. Ma adesso devo leggere una lettera.

E prosegue:

Caro cretino. Fischiatore solitario. Smanettatore di walter su panchina. Vuvuzela fastidiosa, bavoso schifosone che mi gridi: Ciao zo****a! mentre in pantaloncini corro al parco. Cosa pensi? Ammesso che pensi? Quale neurone ti fa credere che io ti risponda ‘ma grazie’? Cosa ti dice il tuo cervello, cioè quella palude di melma che sta tra lo spazio tra le tue orecchie? Speri che strizzando con le mani quel poco che tieni nei pantaloni io mi butti ai tuoi piedi?

Per concludere:

E non dire ‘cosa sarà mai, ma quanto la fate lunga, è solo un complimento’. Se è un complimento, allora dillo alla tua fidanzata all’altare e vediamo come finisce il matrimonio. Prova quando il prete dice: vuoi tu… Mimmo Catrama…prendere in sposa …. e tu aggiungi Chi? questa va**a? A vedere come la prende tuo suocero. Quindi per piacere amico: la prossima volta che senti il bisogno di urlare schifezze, fallo rivolto alla luna e se non sai tener ferma la lingua lecca il muro. Cordialmente,
Io e tantissime donne italiane.

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