Alba Parietti giudicata per i filtri: “provate a deridermi per la mia integrità poi comparate la vostra”
Alba Parietti derisa e accusata di avere modificato la foto di quando aveva 13 anni risponde con una bella lezione di vita
Alba Parietti usa i filtri e non è certo una rivoluzione, le sue foto a volte sono davvero eccesive ma eccessive per chi? A lei piacciono, parla di vanità, spiega tutto con cura dopo l’ennesimo insulto. Dopo avere pubblicato una foto di quando aveva 13 anni è stata accusata e derisa perché avrebbe modificato anche quella. Non è così, Alba Parietti la foto da ragazzina non l’ha toccata, è una fototessera, è una sua amica che l’ha migliorata dando semplicemente un po’ di colore all’immagine.
Da lì la Parietti scrive uno dei suoi lunghi post e si prende una bella rivincita. “La mia grande ambizione è essere la più stupida ma stare tra persone molto intelligenti e non sentirmi la più intelligente tra gli stupidi” ed è già una bella lezione ma Alba prosegue. >>>Alba Parietti dalla dieta al ritocchino sbagliato con cui deve convivere per sempre
Alba Parietti e i filtri alle foto
“Io non riservo nessuna sorpresa, sono sempre stata coerente e fedele a me stessa. I miei difetti li mostro subito come in una sfida. I pregi li conservo gelosamente e li conoscono solo quelli che stimo e rispetto” e così Alba Parietti spiega che di tutto la possono accusare ma non di mostrare un’altra persona.
Non lusinga e non mente perché non desidera piacere a tutti, c’è di meglio: piacere a se stessa. “E questo è un momento in cui sono particolarmente fiera della donna che sono libera, allegra, dignitosa. Qualcuno mi giudica perché metto i filtri? Mi giudica addirittura ridicola per questo? Si chiama peccato di vanità”.
Pura vanità ma c’è di meglio: “Ora provate a deridermi o giudicarmi per qualcosa che riguarda la mia etica, la mia coerenza, la mia integrità, la mia tenacia, determinazione, forza o morale, poi comparate la vostra alla mia e vediamo chi è davvero ridicolo” e se lo dice è perché si sente sicura di non potere essere attaccata, contraddetta.
“La vanità fine a se stessa è una debolezza dandy e non è un peccato mentre l’invidia, la disonestà intellettuale, la stupidità e la cattiveria lo sono”. E poi spiega che la foto da tredicenne non ha filtri: “semplicemente virata a colori dall’intelligenza artificiale. Ero una bambina molto molto carina e sensibilissima fin da quei tempi”.
Sono passati 52 anni da quella foto: “a chi mi ha capito e sostenuto sono grata , ma lo sono anche con quelli che con la loro cattiveria hanno fatto di me una donna forte e combattiva”.