Il racconto di Giada, la compagna di Conversano: le dicono che ha abortito, poi la scoperta choc

E’ molto turbata da quello che le è successo qualche settimana fa, Giada Pezzaioli, la bella compagna di Giovanni Conversano; ne parla sui social dove spesso informa le persone che la seguono di tutto quello che succede nella sua vita. Giovanni e Giada hanno scoperto di aspettare un secondo figlio, dopo la nascita di Enea che ormai è un ometto. Ma qualche settimana fa Giada ha avuto delle forti perdite, una vera e propria emorragia, tanto da decidere di andare subito in pronto soccorso per chiedere aiuto e farsi visitare. Da lì però per lei e per Giovanni è iniziato un vero e proprio incubo. Infatti una dottoressa dice a Giada che ha avuto un aborto spontaneo. Una notizia che la ragazza apprende mentre è da sola, perchè Giovanni, per via delle restrizioni causate dal coronarivus, non è entrato insieme a lei in pronto soccorso.

GIADA PEZZAIOLI RACCONTA DELLA DIAGNOSI SBAGLIATA: LE AVEVANO DETTO CHE AVEVA ABORTITO

Sui social quindi Giada fa il suo lungo racconto:

“Siamo arrivati in ospedale, io continuavo ad avvertire dolori. Ho trovato purtroppo persone che nella vita tutto dovrebbero fare tranne che i medici. In particolare una non la dimenticherò mai […] In pronto soccorso ero in condizioni alterate, piangevo, ero angosciatissima. Questa dottoressa, quando le ho detto che perdevo sangue ed ero incinta di sei settimane, mi ha risposto ‘Ah, va bene’. Come se perdere un figlio a sei settimane non fosse terribile come perderlo più in là. Per carità, più si va avanti e peggio è, ma questo non significa che un medico possa sottovalutare il dolore, la sofferenza di una donna che sta realizzando una tragedia”

Poi la comunicazione della notizia:

“Perdevo parecchio sangue. Piangevo. Lei non parlava, ha detto solo che non si vedeva la camera gestazionale né il sacco vitellino: ‘Signora, ha avuto un aborto’. Io ero da sola perché col Covid Giovanni non poteva entrare. Mi sono sentita morire“.

Giovanni e Giada hanno però deciso di richiedere il parere di uno zio ginecologo:

 “Mio zio è entrato con me per ripetere la visita, quell’incompetente ha visto la camera gestazionale e il sacco vitellino. Non vi voglio dire in quel momento cosa ho provato. Una sensazione di immensa felicità mista a disgusto nei confronti di questa persona che ha fatto vivere a me e alla mia famiglia attimi di terrore. Da quel momento, ho iniziato un percorso terapeutico”.

Adesso Giada sta bene, dopo un periodo di riposo. La gravidanza procede e lei e Giovanni non vedono l’ora di abbracciare il frutto del loro amore.

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