I fantasmi di Portopalo seconda puntata: la lotta di Saro per la verità

Seconda puntata della mini serie Rai che racconta la storia di una piccola realtà siciliana, una storia che Beppe Fiorello ha fortemente voluto portare in tv. L’attore ha voluto che il pubblico conoscesse questa vicenda, magari nota solo ai siciliani e a chi ha ricordi di questo fatto accaduto molti anni fa. I fantasmi di Portopalo torna questa sera su Rai1 con la seconda puntata in onda il 21 febbraio 2017 con l’epilogo di questa storia. Che cosa ne sarà di Saro? Cosa farà dopo aver scoperto una verità scomoda per tutti, deciderà di mollare, di lasciare tutto e di ricominciare altrove, o lotterà per il posto in cui vive? Lo scopriamo leggendo la trama di questa seconda puntata, eccola per voi. 

I FANTASMI DI PORTOPALO ANTICIPAZIONI SECONDA PUNTATA: LA TRAMA DEL 21 FEBBRAIO 2017

Un giorno, mentre Saro torna a casa in vespa, viene aggredito da due motociclisti che lo speronano facendolo volare dalla scogliera. Il nostro pescatore si salva per miracolo. Se Saro pagasse solo di sua tasca, però, non ci penserebbe un attimo ad andare avanti. La sua esitazione subentra quando capisce che il prezzo lo sta pagando anche la sua famiglia. Emanuele, che ha la passione per la musica, viene cacciato dal parroco dalla sala parrocchiale nella quale suona assieme ai suoi amici. Meri, che sogna di fare l’attrice, si trova a fronteggiare l’insinuazione che suo padre si sia fatto pagare dal giornale in cambio di favori per la carriera della figlia. Lucia, che insegna in una scuola media, scopre che alcuni genitori avrebbero chiesto il suo allontanamento dall’istituto. Per la prima volta Saro vorrebbe veramente mollare, magari addirittura andarsene dal paese. Ma sua moglie si dimostra tenace: lei non ha alcuna intenzione di darla vinta ai compaesani, semmai sono gli altri a doversi vergognare, e non loro. Andranno avanti fino a che non avranno vinto quella battaglia. Il modo più diretto per spuntarla è quello di ritrovare il relitto della nave fantasma. Un recupero di quelle proporzioni è molto costoso e Sanna fatica a farsi autorizzare la spesa dal giornale. Nel frattempo la sua inchiesta lo porta a scoprire che c’è un altro testimone di quel naufragio, Shakoor, un superstite che vive nel centro Italia. Decide di andarlo a trovare e porta con sé Saro e Fortunato, e quando i due indiani si incontrano è un abbraccio toccante in cui Fortunato ha la certezza di avere conosciuto Shakoor proprio su quella nave. Anche Shakoor si ricorda di lui, ma con un soprannome, Baggio, che gli è stato dato per una maglietta della nazionale italiana che non si toglieva mai. Ma si ricorda anche del naufragio, delle grida di terrore dei suoi compagni. Dei morti. Il corso della memoria è ormai inarrestabile in Fortunato, che a poco a poco ricorda di essere scappato da quella nave prima del naufragio e di avere abbandonato il suo più caro amico, Anpalagan Ganeshu, che è proprio il ragazzo della carta d’identità. Finalmente ricorda di avergli lasciato la sua maglia di Baggio in segno d’affetto, prima di gettarsi in mare.

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