I due Papi il film di Netflix di cui tutti parlano: la recensione


I due Papi da qualche giorno disponibile in streaming su Netflix sembra arrivare proprio nel momento giusto. In queste ore infatti si discute moltissimo di uno dei temi che ha sempre diviso Papa Francesco e Papa Benedetto, due uomini molto diversi accomunati dalla stessa voglia di far bene, anche se con metodi in completa antitesi. Proprio mentre il pubblico si appassiona a quella che potrebbe essere definita “la vicenda umana” dietro il pensionamento di Ratzinger e l’elezione di Bergoglio, sulla stampa si riaccende la polemica in merito al tema del celibato sacerdotale.

Due visioni troppo diverse quella di papa Francesco pronto a far cambiare la chiesa, ad aprirsi, nonostante in passato avesse altre idee, e quella di papa Benedetto attento alle regole, uno studioso dall’humor tedesco. E ovviamente scopo del film non è esprimere un giudizio di merito ma raccontare due uomini, prima che due Papi. Provare a immaginare quello che sia accaduto nei loro incontri, provare a immaginare quello che accade in una semplice stanza o magari nella radiosa Cappella Sistina, nel silenzio di un luogo impregnato di arte e spiritualità.

I DUE PAPI: LA RECENSIONE DEL FILM DI NETFLIX

Quello che è successo realmente tra Papa Francesco prima che fosse eletto e Papa Benedetto pronto ad abdicare con un grande atto di coraggio noi non possiamo di certo saperlo. E nel film si prova a dare una interpretazione ai fatti, cercando anche di raccontare qualcosa di realmente accaduto nella vita di Bergoglio, che viene mostrato sotto il suo aspetto più umano, dagli errori commessi al suo mangiare una pizza al taglio, al prendere un bus invece che una macchina con autista. Di Papa Benedetto si vede poco, o meglio si vede quello che tutti pensano: un uomo studioso, tedesco orgoglioso e fiero, e additato da molti come un razzista. Una etichetta questa che non si è mai scollato di dosso.

Se la storia e la narrazione possono piacere o meno al pubblico, di certo i telespettatori potranno concordare su un altro aspetto. La bravura dei due attori protagonisti. Da un lato Jonathan Pryce  che è perfetto nel ruolo di Bergoglio; una sorta di San Francesco dei giorni nostri, con la passione per il calcio, per la buona cucina e per le brave persone; e poi uno straordinario Anthony Hopkins che oltre a somigliare moltissimo a Ratzinger ne incarna anche la tipica freddezza tedesca e la severità di un uomo studioso. E la forza del film I due papi è tutta in questi due volti, nello scontro tra i due attori, o meglio tra un futuro Papa che forse ha sempre saputo che quello sarebbe stato il suo ruolo, senza ammetterlo, e un uomo che ha sempre voluto essere Papa, lottando per raggiungere il suo posto ma che poi deve cedere di fronte a un mondo che cammina a una velocità diversa dalla chiesa che lui vuole.

Il “duello” senza spade ma con lingue sciolte trai due Papi è lo snodo centrale del film. La modernità di Bergoglio in contrasto con la tradizione di Papa Ratzinger che deve però alla fine arrendersi di fronte a qualcosa che corre con una velocità che lui non avrebbe potuto prevedere. Va detto che, non tutti pensano che il papato di Ratzinger fu lontano dalla riforme anzi, pare che molti decisero di non essere più dalla sua parte proprio per tanti cambiamenti che stavano per essere fatti e che poco erano graditi da alcuni. Questo film chiaramente ha un suo punto di vista, come tutti i film. Non racconta una storia, ma riscrive una storia con una libera interpretazione. Quello che Papa Francesco e Papa Bergoglio si sono detti, quello che hanno provato nei momenti più complicati, possono chiaramente saperlo solo loro.

IL FILM I DUE PAPI HA RICEVUTO: Tre candidature ai Golden Globe per Miglior film drammatico, Miglior attore e Miglior attore non protagonista

I due papi (The Two Popes) è un film del 2019 diretto da Fernando Meirelles e sceneggiato da Anthony McCarten, basato sull’opera teatrale dello stesso McCarten del 2017 The Pope.

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