New Amsterdam 3: quello che le serie italiane non ci hanno raccontato

Ho letto sui social molti commenti, nel corso della serata mentre su Canale 5 andavano in onda i primi tre episodi di New Amsterdam 3. Ed erano molto diversi tra loro. C’è stato chi ha apprezzato moltissimo i primi episodi della serie e le scelte di parlare senza farsi troppi problemi, ma con grande attenzione, del coronavirus. Ma c’è stato anche chi ha trovato la cosa “pesante”. Qualcuno ha scritto che ne abbiamo sentito parlare troppo, che da un anno e mezzo siamo travolti da notizie che ci raccontano il dramma del covid 19. Bhè a mio avviso se ne è parlato anche poco forse, visto che ci siamo dimenticati le oltre 120 mila vittime italiane della pandemia, che non continuiamo a non rispettare le regole e che ci rifiutiamo il vaccino. Ma questa è un’altra storia. Quello che invece voglio sottolineare è che la serie americana ha osato qualcosa che, almeno finora, non si è visto in Italia. Forse perchè si cercherà di farlo in un altro momento, forse perchè si voleva dare al telespettatore qualcosa di diverso, visto che a parlare di covid 19 ci pensavano già i tg e tutti i contenitori in onda nel day time. Non saprei dire il perchè ma la scelta di molti produttori e registi di far finta che il covid nell’ultimo anno e mezzo non sia esistito ( nonostante le migliaia di difficoltà incontrate anche sui set) in alcuni casi, è stata forse non comprensibile. E mi spiego: non era necessario magari arrivare a parlare in modo ossessivo ma si sarebbe potuto girare una fiction anche indossando le mascherine, parlando di contagi, parlando di vaccini. Nessuno lo ha fatto. Non sto dicendo che si dovevano mostrare le persone morire, ma si poteva mostrare come le abitudini familiari erano e sono cambiate, come sia stato difficile per tutti riadattarsi. Come questo virus ci abbia trasformati, dentro e fuori, anche se non ci siamo ammalati.

La scelta coraggiosa delle serie tv americane

Nella terza stagione di New Amsterdam si ragiona invece anche su tutte quelle che sono state le conseguenze di questa pandemia, dopo i primi mesi complicatissimi in attesa del vaccino. Si è parlato come avrete visto, della difficilissima situazione di tutte le persone immunodepresse che già prima facevano una vita complicata, ma si sono ritrovate ancora più sole del solito; con tenerezza la serie ci ha mostrato come un padre medico sia stato disposto a mandare lontano sua figlia per paura di contagiarla una volta rientrato a casa dall’ospedale, perdendosi il suo primo compleanno, i suoi primi passi e molto altro. Ci ha mostrato famiglie separate dalle lunghe distanze, con figli pronti a fare i turni per gestire spesa, casa e nonni a distanza. Le mille difficoltà dei pazienti impossibilitati ad andare in ospedale per ritirare i farmaci; i ragazzi con la didattica a distanza chiusi in una sorta di bolla; gli adulti con lo smartworking e una vita tutta da riscrivere. Ci ha mostrato come non si morisse solo di covid. Ce lo hanno detto più volte gli esperti, spesso abbiamo fatto finta di non sentirlo. Sono bastati 10 minuti di una serie televisiva per farci riflettere su come un malato oncologico abbia avuto più paura del covid che del cancro, perdendo la vita perchè non ha fatto le cure. E’ successo anche in Italia, alcune volte per scelta del paziente, altre volte perchè non c’era modo di mettere piede in un ospedale. Di questo si sarebbe potuto parlare nel “mentre” perchè farlo dopo, forse, non sarà la decisione più saggia. Questi primi episodi di New Amsterdam 3 ci hanno mostrato quanto sia stato difficile anche per i medici pensare a curare i pazienti evitando i contagi. Quanto sia stato complicato tornare a pensare che l’ospedale fosse un luogo sicuro. Quanto sia stato difficile ammettere che si, era arrivato il momento di andare avanti perchè questo maledetto virus non può influenzare per sempre l’esistenza di tutti.

Purtroppo tutto questo non si è visto nelle serie girate in piena pandemia in Italia, e lo si sarebbe potuto fare senza far finta che non ci fossero mille ostacoli, mille paure, mille ansie anche per chi su quel set ci metteva piede. Una occasione dal mio punto di vista, persa. Forse ci sarebbero state le critiche, le accuse. Ma se anche una sola persona su 1000 davanti alla tv avrebbe invece avuto una riflessione, un pensiero critico su quanto accaduto, lo scopo sarebbe stato raggiunto. Far finta che non ci fosse distanziamento, che tutto fosse normale, in qualsiasi ambito e contesto, in tutte le storie che sono state raccontate durante questi mesi nella serialità italiana ci ha lasciato qualche perplessità e come sempre dall’America ( perchè New Amsterdam non è stata la sola serie a portare il covid 19 in tv) non si può che imparare, perchè ci sono scelte coraggiose, che troppo spesso non si prendono.

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