A Teacher-Una storia sbagliata: la storia di un non amore che cambierà al vita di Eric e Claire

C’era grande attesa per il debutto su Star ( Disney Plus) della serie in 10 episodi A Teacher-Una storia sbagliata. Negli Stato Uniti si fa sempre un gran parlare quando si sceglie di mettere in scena, se così possiamo dire, una storia controversa e disturbante come potrebbe essere quella tra una insegnante e un suo allievo. Ed è per questo che si crea sempre il grande dibattito: giusto raccontare una vicenda di questo genere in una serie? Lo si è spesso fatto nei film, nei libri, perchè non provare anche a fare un buon prodotto che possa magari servire anche ai ragazzi che si approcciano in modo diverso a questo genere di vicende. Ed è proprio Eric, un diciassettenne, il protagonista maschile di questa vicenda. Vittima o preda? Una domanda sempre attualissima: a 17 anni si può decidere se avere una relazione sentimentale o sessuale con una donna più grande? Manipolazione o sentimento? Amore oppure ossessione? E’ quello che si cerca di capire anche in questi 10 episodi di A Teacher-Una storia sbagliata che non si ferma solo alla narrazione del misfatto ma che prova a spiegare quelle che sono le conseguenze, sia per Eric che per la sua insegnante Claire, di quello che hanno fatto.

Dove stanno le colpe? Lo cercheranno di capire anche i due protagonisti, nel finale, quando saranno chiamati a un faccia a faccia che non concede scusanti, per nessuno.

A Teacher-Una storia sbagliata: la nuova serie è su Disney Plus

A Teacher è stata ideata dalla regista e sceneggiatrice Hannah Fidell che ha adattato per il piccolo schermo l’omonimo film da lei scritto e diretto nel 2013, che trattava lo stesso argomento. Trama sviluppata in modo diverso e cast nuovo per questa mini serie che si compone di 10 episodi di 20 minuti circa, sempre una ottima scelta per questo genere di prodotto, per quello che riguarda la lunghezza.

Chi si aspettava di vedere qualcosa di molto scandaloso sbagliava, si è visto di peggio nella prima stagione di Bridgerton, in quel senso. Il focus di questa serie non si basa su quello che succedeva nella camera da letto ma va più a fondo, o meglio cerca di farlo. E’ la psiche che si analizza, è l’aspetto psicologico di questa storia che si cerca di mettere davanti a tutto. L’ansia di un messaggio che non arriva, un video da cancellare, la psicologia dei protagonisti. La storia di Claire fondamentale: lei che non ha avuto una adolescenza, costretta a prendersi cura del padre alcolizzato, cerca forse una seconda vita al fianco del suo studente, credendo di riavere con lui, così giovane al suo fianco, quello che lei non ha mai avuto. Eric solo dieci anni dopo, trova il coraggio per dire a Claire che era solo un ragazzino, che è stata lei a dargli occasioni per andare avanti in una relazione che mai sarebbe dovuta nascere. E allora si capirà che no, non era amore. Era una strana ossessione, una fuga da un matrimonio fallito per Claire, la voglia di sentirsi grande per Eric. Grande per sua madre già lo è: resta da solo a badare ai suoi fratelli, è l’uomo di casa a soli 17 anni. E allora perchè non esserlo anche per la sua insegnante. Sono due mondi che si incontrano quelli di Claire ed Eric, nel modo sbagliato. Perchè lei da adulta quale era, avrebbe dovuto cogliere le fragilità del suo alunno e aiutarlo. E invece non lo fa, scegliendo in modo egoistico di “approfittare” del suo essere donna più grande, con il potere tra le mani.

Per molto spettatori che hanno visto la serie, il finale sembra essere deludente. Ci si aspettava di più dall’ultimo episodio e invece la conversazione tra Claire ed Eric, che poteva essere la chiave di svolta della storia, non aggiunge molto alla vicenda. Si resta in superficie e forse ci si aspettava un confronto più profondo tra i due che però non arriva.

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