Anatomia di uno scandalo tra le serie più viste su Netflix immeritatamente

anatomia di uno scandalo

Tra le serie più viste su Netflix in questa settimana in Italia, spicca Anatomia di uno scandalo, la serie che racconta la storia di una famiglia inglese, travolta da un vero e proprio uragano. Non una famiglia qualsiasi visto che James Whitehouse è un ministro, e uno dei migliori amici del Premier inglese. Una famiglia sotto i riflettori, che deve preservare le apparenze. Ma come spesso capita, gli scheletri negli armadi cadono e le ossa sul pavimento, fanno parecchio rumore. Lo sanno bene i protagonisti di questa vicenda, James, uno dei ministri più sexy del parlamento inglese, sua moglie Sophie, la sua amante Olivia e l’avvocatessa chiamata a sostenere l’accusa mossa dalla collaboratrice di Whitehouse. Due storie che si intrecceranno tra passato e presente in Anatomia di uno scandalo, tutto in modo, parecchio scontato. Spiace dirlo, ma questa serie, che ha ottimi attori fotografia e una buona regia, non brilla per colpi di scena e trama. Dal minuto 2 del primo episodio di Anatomia di uno scandalo, non solo si comprende subito dove si andrà a parare, ma si capisce anche quello che il vero nocciolo della questione. Quello che dovrebbe essere un colpo di scena infatti, per gli amanti di questo genere di serie, sin da subito appare scontato. E quando dopo un solo episodio, dici “ecco dove ci porterà la storia” e dopo il sesto, ti compiaci perchè avevi capito tutto sin da subito, vuol dire che qualcosa non è andato nel modo giusto.

La serie è tratta dall’omonimo romanzo di Sarah Vaughan e prodotta dalla Made Up Stories. Nel cast Sienna Miller, Rupert Friend e Michelle Dockery.

Anatomia di uno scandalo: la trama della serie Netflix

La trama di questa serie è piuttosto semplice e banalotta, ricorda molto film già visti e serie tv che descrivono i giovani borghesi inglesi sempre allo stesso modo. Poco studiosi al College, molto dediti alle feste e agli eccessi, con errori nascosti come polvere sotto ai tappetti. Ma quando l’aspirapolvere non si passa per bene, la polvere resta lì e torna sulle narici quando meno te lo aspetti. E’ quello che succede a James che ha tutto quello per cui aveva lavorato sodo ( e che si era meritato in cambio del suo silenzio). Una moglie bellissima, due figli, un presente da uomo politico di spicco, un futuro da leader del partito. Peccato però che, come spesso accade agli uomini come lui, abbia anche avuto una amante, da usare a suo piacimento e da scaricare quando pensava non servisse più. Una donna che lo denuncia. Olivia racconta di esser stata stuprata in ascensore dal ministro, lo stesso uomo che dice di amare ancora. Ma in quella occasione lei non voleva fare l’amore. “Non qui” dice di avergli sussurrato in ascensore ma lui non si è fermato. Olivia vuole dimostrare di non essere una donna oggetto, nonostante provi qualcosa per lui e procede denunciandolo ma nessuno crede alla storia della giovane collaboratrice che fino a due settimane prima, era la sua amante, e giorni dopo, dice no, dopo essersi lasciata andare a baci appassionati.

James però, non è al suo primo stupro. Ha un passato, che finge di dimenticare. Chi invece non ha dimenticato è la ragazza che è stata violentata da lui, oggi Kate, all’epoca di Oxford una giovane promettente studentessa non di quelle che i libertini portavano al ballo, per intenderci. Oggi pubblico ministero, Kate cercherà la sua rivincita per dimostrare che Olivia non è una “attizza caz**” ma una donna che ha subito una violenza, perchè nelle sue parole, nei suoi gesti, non c’era il consenso.

Anatomia di uno scandalo tutti la guardano ma piace a pochi

Se il tema del consenso è centrale, il racconto di questa storia, lascia parecchio perplessi. Non si empatizza mai con i protagonisti. James è il maiale della situazione, bugiardo, maschilista, un violentatore. Sua moglie è la tipica donna che ha rinunciato a tutto, credendo di avere tutto e che come gli struzzi mette la testa sotto la sabbia per cercare, solo alla fine di questa vicenda, la sua personale rivincita. Kate, il Pm lotta per i diritti di Olivia ma non lo ha fatto quando aveva 20 anni, non ha denunciato e ha smesso di lottare per se stessa. Olivia è una giovane donna ambiziosa, abusata che però prima aveva avuto una relazione con un uomo sposato. Insomma in questa vicenda, ci sono i cattivi, ma non c’è altro.

Netflix ha fatto decisamente di meglio e se si vuole ridare linfa al catalogo e conquistare nuovi abbonati, bhè si deve cambiare marcia.

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