A testa alta su Canale 5: chi ha diffuso il video della preside?
A testa alta da stasera su Canale 5. Nella fiction con Sabrina Ferilli un tema molto delicato e un ricatto non solo emotivo. Chi ha messo in rete il video intimo della preside?
Mercoledì 7 gennaio, in prima serata su Canale 5, va in onda la prima puntata di A Testa Alta – Il coraggio di una donna, la nuova fiction che segna il ritorno di Sabrina Ferilli in un ruolo intenso, attuale e profondamente emotivo. Una storia che affonda le radici nella cronaca contemporanea e nelle ferite ancora aperte del nostro tempo: violazioni della privacy, ricatti digitali e giudizi sommari che colpiscono soprattutto chi subisce.
Non un tema banale, anzi, quello trattato in A testa alta è un problema che ci riguarda molto da vicino. Che riguarda i giovani ma anche gli adulti, come vedremo proprio nella serie con Sabrina Ferilli.
A Testa Alta – Il coraggio di una donna: trama e temi
Al centro del racconto c’è Virginia Terzi, preside di un liceo in un suggestivo borgo sul lago alle porte di Roma. Educatrice stimata e donna determinata, Virginia ha ideato A Testa Alta, un progetto innovativo contro la dipendenza digitale tra i giovani. Proprio quando il suo sogno sembra realizzarsi, la sua vita viene travolta dalla diffusione online di un video intimo condiviso senza consenso.
Lo scandalo esplode, la comunità si divide, la macchina del fango mediatico si mette in moto. Virginia si ritrova improvvisamente sola, costretta a difendere sé stessa, suo figlio e i valori in cui ha sempre creduto. La serie racconta così la caduta e la rinascita di una donna, mostrando quanto sia ancora difficile ottenere giustizia quando la vittima diventa il bersaglio principale.
Chi ha diffuso in rete il video della preside Virginia Terzi ?
Accanto a Virginia c’è il figlio Rocco (Francesco Petit), sedicenne sensibile e appassionato di scacchi, che vive sulla propria pelle le conseguenze dello scandalo mentre affronta il suo primo amore per Nina, intrappolata in una relazione tossica. Intorno a loro si muove un intreccio ricco di sfumature: dinamiche familiari, primi sentimenti, tensioni sociali e segreti destinati a venire a galla. A sostenere la preside ci sono Giulia, vicepreside e amica fidata, e Marco Colaianni (Raniero Monaco Di Lapio), professore di educazione fisica pronto a esporsi per proteggerla non solo dalle conseguenze del video, ma anche dalle minacce sempre più inquietanti che iniziano a circondarla.
A testa alta: indagini, sospetti e un nemico invisibile
Per scoprire chi si nasconde dietro lo scandalo e i ricatti sarà decisivo l’intervento di Cecilia (Gioia Spaziani), sorella di Virginia e ispettrice di polizia. Due donne diverse, legate da un rapporto profondo che rischia però di incrinarsi quando la determinazione di Virginia entra in conflitto con le indagini ufficiali.
I sospetti si concentrano su più figure: il marito Luigi (Fabrizio Ferracane), avvocato brillante ma pieno di zone d’ombra; il costruttore Bodoni (Ninni Bruschetta) e la sua giovane figlia Elena. Mentre il cerchio si stringe, Virginia dovrà chiedersi se è davvero pronta a pagare il prezzo della verità, soprattutto quando chi ama rischia di finire in pericolo. Chi ha messo in rete il video e perchè ha deciso di farlo?
A testa alta: cast, produzione e ambientazione
Diretta da Giacomo Martelli, la serie è prodotta da Marco Belardi per Banijay Studios Italy ed è una coproduzione RTI – Banijay Studios Italy. La scrittura è firmata da Mizio Curcio, Andrea Nobile, Nicoletta Senzacqua e Paolo Marchesini.
Le atmosfere dei laghi laziali fanno da sfondo a una narrazione che unisce tensione, emozione e momenti di ironia, rendendo i personaggi ancora più autentici e vicini allo spettatore.
Perché A Testa Alta è una fiction da non perdere
A Testa Alta – Il coraggio di una donna non è solo un racconto di denuncia, ma una storia di resilienza, amore per i figli e solidarietà. Una serie che parla di donne, di scuola, di responsabilità collettiva e del coraggio di chiedere aiuto quando tutto sembra perduto. Tenere la testa alta, qui, non è solo un gesto simbolico: è una scelta di vita.