Il commissario Ricciardi 3 e il finale straziante: “non dimenticarti di noi”
Nessun lieto fine per Il commissario Ricciardi 3: Enrica muore dopo il parto e l'ultima puntata è drammatica
Il commissario Ricciardi 3 ha salutato il suo pubblico con l’ultima puntata in onda su Rai 1 il 24 novembre 2025 e un’altra magistrale interpretazione di Lino Guanciale che porta in tv un personaggio non facile , spigoloso ma amatissimo dai telespettatori. E il commissario, aveva ritrovato il sorriso. Per la prima volta avevamo visto Ricciardi meno cupo, più dolce, più aperto alla vita grazie alla sua amata Enrica, a quel matrimonio per cui tutti avevano fatto il tifo. Ma sapevamo che il finale sarebbe stato tragico, drammatico. Ed è successo. Il peggiore degli incubi per tutti i telespettatori che forse, fino in fondo, hanno sperato nel lieto fine che però non poteva arrivare. Perchè quello che abbiamo visto, era scritto nel destino di Ricciardi.
Il commissario Ricciardi 3: il finale tragico chiude la terza stagione
Dovevano esserci davvero tutti gli ingredienti per il lieto fine, per un matrimonio sereno. Enrica ha accettato da subito il suo amato Ricciardi, tra pregi e difetti, ha combattuto al suo fianco e lo ha anche aiutato nell’indagine per salvare Livia. Ha fatto di tutto per la bambina che ha portato in grembo ma il destino si sa, scrive pagine diverse da quelle che ci aspettiamo. E purtroppo, il giorno in cui doveva iniziare una nuova vita per la famiglia, le cose sono andate in modo diverso.
Per Ricciardi ed Enrica la corsa in ospedale, il parto ma poi l’emorragia e il dolore più grande. Enrica non ce l’ha fatta, non è stato possibile salvarla. Non ha neppure potuto vedere per la prima volta la sua piccola Marta. Una bambina bellissima dagli occhi verdi, proprio come il suo papà. Un saluto però c’è stato. Quella che per Ricciardi è stata sempre una maledizione si è trasformata nell’unica possibilità di rivedere la sua amata moglie.
A pochi passi da lui, giaceva Enrica in ospedale, dopo la sua morte ma nello stesso istante, c’era anche l’anima di quell’essere speciale che tanto ha amato e amerà. Enrica, che ha fatto solo in tempo a chiedere a Nelide con lo sguardo, di prendersi cura della piccola Marta, di pensare a lei e a Ricciardi. E poi quelle parole strazianti che sono un pugno nello stomaco per tutti. “Non ti dimenticare di noi” ha detto la dolce Enrica a Ricciardi che mai potrà dimenticare, è ovvio, l’unico grande amore della sua vita.
Un finale che definirei un
capolavoro di fedeltà e strazio. Proprio perché avevo già letto i romanzi e quindi conoscevo già il destino dei personaggi, credo che la trasposizione televisiva sia riuscita nell’impresa più difficile: trasformare un racconto eccellente in un dolore fisico, tangibile.
Il merito va a una messa in scena che non ha cercato scorciatoie. La scelta di Maria Vera Ratti di mostrare un’agonia vera, con quelle smorfie e la bocca spalancata, ha rotto il cliché della “morte composta” da fiction. Ha dato corpo a quell’emorragia che nei libri toglie il respiro, rendendo l’addio di Enrica un trauma visivo oltre che emotivo. Il paradosso di Ricciardi: vederlo finalmente felice per poi vederlo crollare in quel modo è stato devastante. L’interpretazione di Guanciale ha restituito perfettamente quell’istante in cui la gioia del padre viene annientata dal “fatto”: vedere Enrica diventare un’ombra è la conferma che per lui non esiste pace. Penso che la serie abbia saputo rispettare i tempi di De Giovanni, lasciando che la tragedia si consumasse senza troppi fronzoli, puntando tutto sulla forza delle espressioni e sull’atmosfera di una Napoli che sembrava piangere insieme a Luigi Alfredo Ricciardi. In conclusione, una puntata che onora i romanzi proprio perché non ha avuto paura di essere crudele. È raro che una fiction riesca a far commuovere per qualcosa che si sa già che deve accadere: qui ci sono riusciti grazie a una verità recitativa che ha reso giustizia alla “morte dell’alba”.