Uno sbirro in Appennino: di cosa parla la fiction di Rai 1
Uno sbirro in Appennino è la nuova fiction di Rai 1 che ci aspetta dal 9 aprile in prima serata con Claudio Bisio protagonista
C’è un’Italia poco raccontata dalla televisione, fatta di piccoli borghi, montagne silenziose e comunità che resistono al tempo e allo spopolamento. È proprio questo scenario a fare da sfondo a “Uno sbirro in Appennino”, la nuova fiction prodotta da Picomedia in collaborazione con Rai Fiction, in onda su Rai 1 dal 9 aprile per quattro prime serate e disponibile in anteprima su RaiPlay dal 7 aprile.
Diretta da Renato De Maria e scritta da Fabio Bonifacci, la serie si presenta come un poliziesco atipico, capace di intrecciare mistero, dramma e relazioni umane con una forte identità territoriale. L’Appennino, infatti, non è soltanto un’ambientazione, ma diventa parte integrante del racconto, contribuendo a definire tono, ritmo e profondità emotiva della storia.
Uno sbirro in Appennino sbarca su Rai 1
Al centro della narrazione troviamo il commissario Vasco Benassi, interpretato da Claudio Bisio, un investigatore esperto e brillante ma segnato da un carattere impulsivo e poco incline alle regole. Dopo un errore professionale, Benassi viene trasferito nel suo paese d’origine, il borgo immaginario di Muntagò, un ritorno che vive inizialmente come una punizione ma che si trasforma presto in un confronto inevitabile con il proprio passato. Il distacco dalla città e il contatto con le sue radici lo costringono a rimettere in discussione sé stesso, i suoi affetti e le scelte che lo hanno portato lontano.
Uno sbirro in Appennino: la trama della serie di Rai 1
Nel suo ritorno a Muntagò, Benassi ritrova persone che hanno segnato la sua vita e che continuano a rappresentare punti di riferimento, ma anche nodi irrisolti. Tra queste spicca Nicole Poli, interpretata da Valentina Lodovini, oggi sindaca di Bologna e amore mai davvero dimenticato. Il loro riavvicinamento riaccende emozioni sopite e si intreccia con questioni personali e professionali, soprattutto quando emergono i problemi legati al figlio di lei, il misterioso Magico.
Accanto a loro si muove Gaetana, interpretata da Elisa D’Eusanio, cugina del commissario e ispettrice del commissariato locale, una figura solida e pragmatica che offre sostegno ma non rinuncia a mettere Benassi di fronte alle sue contraddizioni. Il marito Bruno, interpretato da Ivan Zerbinati, osserva le dinamiche del paese dal suo bar, diventando un punto di riferimento silenzioso per la comunità. Al fianco del commissario c’è anche Fosco, interpretato da Michele Savoia, un giovane agente inizialmente insicuro ma destinato a crescere nel corso delle indagini.
Un ruolo centrale è occupato da Amaranta Palomba, interpretata da Chiara Celotto, giovane poliziotta ambiziosa e determinata che entra nella squadra di Benassi portando energia e intuizione. Il loro rapporto evolve rapidamente, superando i confini del semplice legame professionale e assumendo i contorni di una relazione complessa, quasi familiare, che il commissario fatica a definire ma che diventa fondamentale per entrambi.
Parallelamente si sviluppa una linea narrativa più giovane, che coinvolge i figli dei protagonisti, tra sentimenti, inquietudini e scelte difficili. In questo contesto si inserisce anche il personaggio di Magico, un ragazzo idealista ma enigmatico, il cui comportamento finisce per intrecciarsi con le indagini e con il lavoro della polizia.
Uno sbirro in Appennino: la trama della prima puntata in onda il 9 aprile 2026
Le prime puntate entrano subito nel vivo dell’azione. Nel primo episodio, il ritorno di Benassi coincide con un caso di morte sospetta che scuote la comunità: un anziano viene trovato senza vita e i sospetti si concentrano sulla sua badante straniera, alimentando un clima di diffidenza e pregiudizio. L’indagine si sviluppa tra verità nascoste e tensioni sociali, mentre il commissario deve anche fare i conti con il riemergere dei suoi sentimenti per Nicole.
Nel secondo episodio, la giovane Amaranta si avvicina al mondo di Magico e scopre un traffico illecito nascosto nei boschi dell’Appennino, portando a un arresto che avrà conseguenze importanti. Questo evento crea fratture nei rapporti tra i personaggi e complica ulteriormente il lavoro di Benassi, mentre il caso iniziale continua a rivelare dettagli sempre più inquietanti.
“Uno sbirro in Appennino” si distingue così per la capacità di unire il racconto investigativo a una riflessione più ampia sull’Italia meno visibile, quella lontana dai grandi centri urbani ma ricca di storie, contraddizioni e umanità. Il paesaggio diventa parte integrante della narrazione, contribuendo a creare un’atmosfera intensa e riconoscibile, mentre i personaggi si muovono in equilibrio tra passato e presente.
Con un protagonista insolito per il genere come Claudio Bisio, qui in una veste più drammatica e sfaccettata, la fiction promette di sorprendere il pubblico, offrendo non solo suspense e indagini, ma anche un racconto profondo di identità, appartenenza e seconde possibilità. Uno sbirro in Appennino ci aspetta dal 9 aprile 2026 su Rai 1.