Santoro lascia e la Rai pensa ad un aumento del canone

Abbiamo sentito e risentito  la mega notizia rimbombante secondo cui è ufficiale: Santoro lascia la Rai, prontamente liquidato da Lorenza Lei, attuale direttore generale dell’ emittente, e si trasferisce su La7. Questo è un’avvenimento davvero epocale in cui si gioca un vero e proprio “gioco delle parti” e vediamo insieme come.

Da un lato, abbiamo la telefonata del Ministro alle Telecomunicazioni vicino al Premier che si complimenta con il Direttore Generale Rai, Lorenza Lei, per aver finalmente compiuto l’opera del “benservito” a Santoro, a cui Masi non era riuscito a portare a termine.  Se consideriamo che il programma di Santoro ogni giovedì sfornava settimanalmente un pubblico stabile di 6 milioni di spettatori, quindi con uno share del 12% in più rispetto alle altre reti, si pensi bene ad un vero e proprio colpo basso per la rete pubblica nazionale.

A questo Bersuconi fà festa, mentre la Rai comincia a “tribolare” poichè l’ eliminazione del programma di Santoro apporterà non pochi problemi il prossimo autunno che si vedrà depredata da un crollo su più fronti: dall’investimento pubblicitario, al pubblico, sino ad arrivare a perdite sostanziali a livello economico.

A dimostrazione di ciò vi sono due segnali, l’ improvviso balzo del 17,56% dei titoli La7 a Piazza Affari e l’appello da parte dei vertici Rai, ad un intervento del governo. E secondo ogni saga politica tipica italiana, chi sarà mai vittima di questo “gioco tra le parti”? Nonchè noi poveri italiani che molto probabilmente saremo spettatori di un ennesimo aumento del canone televisivo.

Difatti le indiscrezioni fanno sapere a chiare lettere che quell’ euro e mezzo in più di quest’anno non ha apportato grandi benefici, poiché la Rai ha recuperato solo un misero 10% del fabbisogno totale.

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