L’Aquila, 03:32 – La generazione dimenticata. 10 anni dopo il documentario di Lino Guanciale


La vita di centinaia di persone è cambiata in quella tragica notte. 10 anni fa la terra tremava, 10 anni fa il terremoto a L’Aquila distruggeva tutto, spezzava vite, cambiava il destino di tanti. Che cosa è cambiato 10 anni dopo quel maledetto giorno? La Rai vuole ricordare quel drammatico giorno. Lo fa con una serie tv L’Aquila-Grandi speranze e lo fa anche con L’Aquila 03:31-La generazione dimenticata. 10 anni dopo Lino Guanciale va a L’Aquila per registrare un documentario e ascoltare le voci di quelle persone che in questi anni hanno cercato di ricostruire la loro esistenza. Ce l’hanno fatta?

Il documentario prodotto da Stand By Me con Rai Cinema e in onda venerdì 5 aprile alle 21.20 su Rai2, ripercorre gli avvenimenti di quella terribile notte del 2009 focalizzando l’attenzione su sei edifici, sei simboli di quel dramma: gli appartamenti abitati dagli studenti.

Un racconto intenso e toccante ripercorso con Lino Guanciale, nato ad Avezzano a pochi km dal capoluogo, che nell’aprile del 2009 aveva quasi trent’anni e tanti amici a L’Aquila.  La scelta di Lino Guanciale quindi non è stata casuale.

L’Aquila, 03:32 – La generazione dimenticata su Rai 2 il documentario con Lino Guanciale

 Attraverso le testimonianze dei protagonisti, i ragazzi sopravvissuti, il documentario ricostruisce quanto avvenuto a L’Aquila a partire dalle 22:48 del 5 Aprile, ora della prima scossa, fino alle 21:30 del 7 Aprile, quando viene estratta viva l’ultima studentessa, soffermandosi in particolare sul momento cruciale della tragedia, le ore 03:32 del 6 aprile, quando la terra esplose: pochi drammatici secondi che spensero per sempre i sogni, le speranze, le vite di un’intera generazione.

Le storie raccontate nel documentario di Rai 2: L’Aquila 10 anni dopo

Storie come quella di Eleonora Calesini, allora da poco 20enne, che come suo fratello ha problemi di udito. Tra le macerie impara a distinguere le scosse e i movimenti della terra attraverso le vibrazioni e si mette a urlare con le ultime forze rimaste quando il Vigile del Fuoco Claudio Ippolito la sente. Oppure quella dei due amici allora 22enni Francesco Maria Guerrini di Giulianova e Simone Pancrazio di Roma; e ancora Valeria Esposito, arrivata a L’Aquila per inseguire il sogno di diventare ingegnere edile, sopravvissuta sotto le macerie per oltre 21 ore; Alessandro Antonini, il primo di tre fratelli ad arrivare a L’Aquila da Controguerra (TE) per frequentare l’università e l’unico a vivere in casa della zia, mentre le sue sorelle minori Giusy e Genny troveranno la morte nel crollo della palazzina di via Campo di Fossa 6/B; Roberta Valerio dottoranda in ingegneria originaria del Molise sopravvissuta grazie all’intuizione di andare a dormire in macchina con il fidanzato Carmine; Matteo Antonioli di Pescara, che invece quella sera va incontro a un destino atroce, decidendo di andare a dormire dalla sua fidanzata in via Generale Rossi: rimarrà sotto le macerie per oltre 16 ore.

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