Enzo Paolo Turchi a Storie Italiane la sua pensione così bassa da non rendere giustizia agli artisti (Foto)

enzo paolo turchi

Enzo Paolo Turchi non riesce a capire come faccia a prendere una pensione così bassa, lo racconta a Storie Italiane spiegando a Eleonora Daniele e al pubblico di Rai 1 che continua a rimanerci male ogni mese (foto). Come sempre quando si parla di pensioni basse e soprattutto di lamentele da parte di persone del mondo dello spettacolo i telespettatori, i lettori, si dividono. C’è chi risponde che i 720 euro che riceve l’ex ballerino ogni mese sono anche di più della pensione minima di molti anziani che hanno lavorato tanto, chi si schiera dalla parte degli artisti e chi invece pensa alla bella vita che magari hanno fatto, probabilmente sperperando tutti i guadagni. Le parole di Turchi a Storie Italiane fanno capire ben altro, la sua pensione da artista lo fa arrabbiare e quando interviene Carmen Russo, in collegamento, spiega anche che la sua protesta è per dare voce anche agli altri della sua categoria, in particolar modo i ballerini. Sottolineano che non hanno disagi economici anche perché lavorano ancora ma al dispiacere personale si aggiunge la preoccupazione per gli altri.

QUANTO PRENDE ENZO PAOLO TURCHI DI PENSIONE

“Molti ballerini da tutta Italia mi hanno chiamato ringraziandomi perché finalmente qualcuno parla della loro categoria: si domandano dove saranno fra 20/30 anni. L’altro giorno mi ha chiamato un’ex cantante ed ex conduttrice tv che mi ha detto che prende 280 euro al mese di pensione” ha spiegato il coreografo aggiungendo che per lui la sua pensione è una offesa.

“Una persona che ha lavorato 40/50 anni, prenda 500 euro al mese. Io ho iniziato a versare i contributi nel 1966, quando lavoravo al San Carlo di Napoli” ha raccontato aggiungendo parte della sua carriera, dal primo programma tv nel ’69 alla collaborazione con la Carrà e poi primo ballerino alla Fenice di Venezia con Carla Fracci quindi nel ’78 la prima coreografia. Carmen Russo conclude: “Il mondo dello spettacolo non viene visto come in realtà è quello che è: a volte capita di non lavorare e di conseguenza bisogna distribuire bene i guadagni. Per una questione di diritto se lo stato ti preleva dopo dovresti ritrovare la stessa somma”.

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