Ema Stokholma: la mamma l’ha portata sul ponte spronandola a buttarsi

Ema Stokholma ha già raccontato delle violenze subite da sua mamma e anche nel suo libro ci sono tanti pugni che arrivano nello stomaco di chi lo legge. A Verissimo ascoltiamo un dolore che sembra assurdo e il suo equilibrio è da ammirare anche quando dice che sua madre andava aiutata dalla società. “C’era spazio solo per la violenza fisica e verbale, non c’erano carezze, amore e parole dolci, mai. C’era solo solitudine e questi episodi violenti succedevano tutti i giorni, se non a mio fratello a me” racconta Ema. “Cominciava sempre con una doccia fredda” e così che racconta nel suo libro come iniziavano le violenze di sua madre. La metteva sotto la doccia fredda ancora vestita, la picchiava e spesso la lasciava anche sott’acqua nella vasca. Una volta la sua mamma l’ha portata sul ponte spronandola a buttarsi di sotto e lei stava per farlo. A fermala è stata una persona che conoscevano. Sono tornate a casa e hanno fatto finta di niente. Ema Stokholma è scappata tante volte di casa, già a 7 anni, a 10, spesso. La riportavano sempre a casa e la polizia non le chiedeva mai perché scappasse.

“MIA MADRE ERA UN MOSTRO, LO E’ STATA FINO ALL’ULTIMO GIORNO CHE HO VISSUTO CON LEI”

A 15 anni è riuscita a scappare e arrivare in Italia in cerca del padre. Lui l’ha accolta bene ma è stato difficile: “Non puoi costruire un rapporto dal nulla e non ha funzionato”. Torna sulla donna che l’ha messa al mondo: “Ho capito che era giovane quando ha fatto due figli con un uomo che amava e che poi è andato via ed era sola e senza soldi, senza un lavoro”. Non ha mai perdonato sua madre: “Non mi sento superiore al punto di dire che la perdono, mi basta non odiarla più e capirla”. 

Ema e suo fratello da piccoli non ne hanno mai parlato, subivano e basta. La prima volta che ne hanno parlato lei era già in Italia e lui andò a trovarla ma abitava ancora con la mamma. “E’ stato difficile parlarne” ma l’hanno fatto dicendosi che non era normale quello che faceva la madre e per la prima volta Ema si è sentita capita. 

E’ scappata mille altre volte, ha vissuto anche per strada, ha toccato il fondo ma niente le faceva paura come quando era piccola in casa con sua madre. 

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