Se gli ascolti flop non significano bassa qualità: il viaggio nella grande bellezza di Bocci è promosso

Mediaset paga e continuerà ancora per molto a pagare le scelte di un palinsesto votato al trash. Il pubblico non riconosce Canale 5 come rete degna di bellezza, di cultura, di intrattenimento. Il trash e la tv spazzatura, gli ospiti urlanti, i video shock e tutto il carrozzone, da anni condannano fiction di primo livello ( pensiamo a Non mentire, Oltre la soglia, Il processo) e programmi come Viaggio nella grande bellezza, al flop. E non perchè non siano prodotti validi ma perchè semplicemente nessuno dà una possibilità a Canale 5. Ne è dimostrazione il risultato incassato ieri dalla prima puntata del nuovo ciclo Viaggi nella grande bellezza con Cesare Bocci cicerone tra le bellezze della nostra Italia. Una puntata perfetta, dedicata alla Natività, con delle immagini tra l’altro della fiction La sacra famiglia ( targata Mediaset) e delle interessantissime scoperte che il pubblico non può non apprezzare.

Se il programma fosse andato in onda su Rai 1, oggi staremmo parlando di numeri pazzeschi, di un Cesare Bocci nuovo Alberto Angela. E invece, nonostante la platea amplissima del pubblico a casa davanti alla tv ( lo dimostrano i risultati incassati da Rai 1 che ha puntato ancora una volta sulla trilogia delle principesse Disney) Il viaggio nella grande bellezza con la puntata Nativity non decolla. Non va oltre i 2 milioni di spettatori e probabilmente costringerà anche Mediaset a pensare a un trasloco su Rete 4.

Gli ascolti flop per la cultura su Canale 5

Gli ascolti disastrosi del programma di Mediaset dovrebbero invitarci a riflettere perchè quello che vediamo è un problema che riguarda un po’ tutti. Se infatti riuscissimo ad andare oltre e a pensare che su una rete come Canale 5 ci possano essere anche delle buone proposte, forse finalmente la rotta cambierebbe. Già perchè è logico pensare che se Viaggio nella grande bellezza avesse fatto ieri almeno 3 milioni di spettatori, la rete avrebbe investito anche per una terza stagione, magari.

E invece così condanniamo un ottimo programma, un prodotto di cultura che davvero, al pari di quelli visti in Rai poteva essere anche vetrina in tutto il mondo. Che peccato, un grandissimo peccato.

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