I programmi di Barbara d’Urso ridimensionati perchè troppo trash? Arriva la risposta della conduttrice

Si è parlato moltissimo in questi mesi di quello che succederà nella prossima stagione televisiva di Mediaset e dello spazio che avranno i programmi di Barbara d’Urso. Qualcuno lo chiama ridimensionamento, per altri si parla di cancellazione, per alcuni è un chiaro messaggio della nuova strada intrapresa da Piersilvio Berlusconi. Oggi a spiegarci di che cosa si tratta è la stessa conduttrice che, in una intervista per il Corriere della sera, mette i puntini sulle i e spiega i motivi per i quali da settembre per lei, qualcosa cambierà. E quando le si chiede dei suoi programmi, troppo trash, spiega che no, non è questo il motivo per il quale Berlusconi ha scelto di tagliare, chiudere, cancellare. E se lo dice lei, perchè non crederle!

Io ridimensionata perché trash? Ho alcuni detrattori, soprattutto sui social, ossessionati da me. Ho fatto ciò che potevo e che, fra l’altro, piaceva alla gente: quel rumore di fondo per cui Live Non è la d’Urso ha chiuso perché non faceva ascolti è falso” ha detto la d’Urso nella sua intervista per il Corriere della sera.

Da settembre meno Barbara d’urso su Canale 5

La conduttrice spiega perchè da settembre non la vedremo in ben due programmi, chiusi entrambi e perchè Pomeriggio 5 è stato accorciato in durata:

È un passaggio necessario. Ho parlato a lungo con Pier Silvio Berlusconi, mi ha spiegato il suo punto di vista e lo condivido totalmente: col Covid, la realtà che ho sempre raccontato facendo informazione si è talmente intrisa anche di tragedia, che è sempre più difficile voltare pagina su argomenti leggeri. Mi ha detto: ho bisogno che delle cento anime che hai ne tiri fuori due, una per l’informazione e una per il puro intrattenimento…

E parlando di quello che è stato la d’Urso non vuole mettere l’etichetta del trash ai suoi programmi, ricordando che nei suoi salotti, sono passati politici e personaggi di un certo livello:

Ho alcuni detrattori, soprattutto sui social, ossessionati da me, che mi attaccano a prescindere chissà perché. Esistono diversi generi di tv. A Live Non è la d’Urso, sono venuti per i faccia a faccia con me tutti, l’ex premier, i politici, i ministri più importanti.

E ancora:

Poi, c’era un “volta pagina” dove ho cercato di portare grandi risultati con un budget molto contenuto, rispettando le esigenze dell’azienda” […] I capi non hanno mai criticato la mia tv. Ci sono state un paio di cose che editorialmente non sono piaciute: in tanti anni, può succedere.  L’editore, prima di presentare i palinsesti, è stato molto insistente nel dirmi che sono stata e sono fondamentale per l’azienda, questo mi ha molto gratificata.

Il vero problema forse, che per molto tempo è sfuggito a chi ha lavorato con Barbara d’Urso e che forse avrebbe dovuto farlo notare, non è il nome dell’ospite, ma la modalità con cui si sceglie di interloquire, il livello dell’intervista fatta. In questi anni le si è fatto notare di tutto: da quei vestiti troppo corti, alla sua posizione nelle interviste, passando per le luci sparate e per le domande che molti non avrebbero fatto. Ed è vero che spesso un ospite annunciato a Domenica Live, veniva etichettato come trash, perchè quel salotto lo è sempre stato, mentre improvvisamente passando da Silvia Toffanin a Verissimo, diventava qualcosa di esclusivo, con tutto un altro mondo da raccontare. Su questo forse la conduttrice dovrebbe riflettere e porsi alcune domande.

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