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Francesco Baccini ha saputo di suo figlio quando aveva già due anni e mezzo

Francesco Baccini racconta il rapporto che ha con suo figlio oggi 25enne. E' diventato padre per caso come tanti colleghi

francesco baccini padre

Francesco Baccini ospite a La volta buona non vuole vedere le vecchie immagini di Musica Farm, l’unico reality show a cui ha partecipato un bel po’ di anni fa. Sa che non era lui in quel contesto, rinchiuso lì dentro… Caterina Balivo ironizza sulla possibilità che in studio entri Dolcenera per una bella Carrambata ma questo è un altro discorso, un’altra storia, sempre legata a quel Music Farm, erano entrambi chiusi in quel programma, Francesco Baccini preferisce dimenticare. Parla invece volentieri di suo figlio Michael che ha 25 anni e che lo rende un padre molto orgoglioso. Si sentono quasi tutti i giorni e lo dice spiegando che il loro rapporto non era facile da instaurare.

Francesco Baccini ha saputo di suo figlio quando aveva già due anni e mezzo 

Si illumina parlando di suo figlio, più di quando parla della musica. Il loro non è un rapporto tra due amici ma tra padre e figlio ed è un legame che Francesco Baccini sa che poteva non essere facile. Spiega tutto, perché è diventato padre per caso, lo dice aggiungendo che è una cosa che è capitata a lui ma che capita a tanti suoi colleghi.

>>>> Francesco Baccini dalla perdita del padre al messaggio del figlio

E quindi mi sono ritrovato il papà di un bambino di due anni e mezzo”, l’ha saputo quando suo figlio aveva già due anni e mezzo, la madre di Michael non gli aveva detto niente prima. Si ritrovò la foto di un bimbo tra le mani e l’avvocato gli chiese se volesse fare il DNA. “Era la mia fotocopia” Francesco Baccini non aveva nessun bisogno di conferme, era evidente, quel bambino era suo figlio. “E io la prima cosa che ho detto quando ho visto la foto ‘voglio incontrarlo domani mattina’. Quindi, è nato questo rapporto con lui che chiaramente non era facilissimo non vivendo insieme. E allora ho detto, come faccio a fare il padre? Faccio come ha fatto il mio papà. Mio papà è morto che avevo 15 anni, ma era una figura talmente precisa che io non ho mai avuto la mancanza della figura paterna. Ecco l’unico rimpianto è che con mio padre non ci ho mai parlato da adulto, perché è morto che avevo 15 anni. Però lui era molto genovese, quindi, diciamo che era di poche parole, era anche molto divertente, ma solo l’idea che potesse darmi uno schiaffo, finivo a Palermo direttamente e quindi con Michael ho fatto lo stesso. Cioè fin da piccolo sa che si ride e si scherza, però se superi la linea…. E devo dire che poi non l’ho viziato e quindi è uno molto autosufficiente, a 25 anni si è già comprato una casa per conto suo. Ovviamente io ci sono sempre però ho cercato di responsabilizzarlo. Allora d’estate è andato a lavorare in un bar, si è specializzato a fare cocktail. E’ diventato un mago dei cocktail e fa questo lavoro ormai da tre anni a Milano… e l’anno scorso ho comprato casa

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