Francesco Baccini dalla perdita del padre al messaggio del figlio

Da Oggi è un altro giorno Francesco Baccini confessa che non è mai stato diplomatico, sarà questa la motivazione per cui, come dice Cannoletta, lui è tra i più sottovalutati degli artisti. “Il mio percorso… io parlo di quello che ho fatto, io degli errori li ho commessi e soprattutto caratteriali perché sono uno istintivo, poco diplomatico, sono un orso e io non ce la faccio ma questo è un mondo dove c’è bisogno anche della diplomazia” spiega Baccini un po’ sorpreso ma consapevole che avrebbe potuto avere di più dalla musica e che di certo c’è chi occupa uno spazio che non merita ma non fa nessun nome. Francesco Baccini ha perso il padre quando aveva solo 15 anni, per 8 anni ha lavorato al porto di Genova, sua madre e sua sorella vivevano con il suo stipendio ma non era quella la sua vita.

Francesco Baccini a Oggi è un altro giorno: “Ho vissuto un anno in macchina”


Sentiva che doveva andare via ma non aveva il coraggio di lasciare sole la madre e la sorella. “Mi sono licenziato, mi hanno dato la liquidazione e l’ho lasciata in casa con un biglietto. Sono sparito e per sei mesi non ho nemmeno telefonato, avevo il terrore di telefonare e sapere che era successo qualcosa ma se non facevo così non era la vita che volevo io”. Quando ha richiamato a casa dopo mesi la madre e la sorella erano tranquille, aveva fatto la scelta giusta.

A Oggi è un altro giorno la sorpresa del figlio, Michael, che lo ringrazia per i consigli di vita e per la musica. Si augura di avere una carriera in parte simile alla sua. C’è tra loro una somiglianza forte, poi la frase che emoziona Francesco Baccini, quel ti voglio bene che non si scambiano mai.

“Con mi figlio ho cercato di fare quello che mio padre ha fatto con me anche se l’ho perso quando avevo solo 15 anni. La cosa che mi dispiace è che mio padre non ha visto quello che ho fatto”. L’ha visto iniziare a suonare il pianoforte ma con lui non ha mai parlato da adulto.

Francesco Baccini sul braccio si è tatuato la carta del matto, perché ha fatto di tutto per la musica.

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