Clizia Incorvaia racconta il primo Natale senza Eleonora e la cena organizzata per ricordarla
Clizia Incorvaia e il primo Natale senza Eleonora Giorgi raccontato a La volta buona
Nella puntata de La Volta Buona andata in onda il 29 dicembre, il salotto televisivo di Caterina Balivo si è trasformato in uno spazio di raccoglimento e memoria. Ospite della trasmissione, Clizia Incorvaia ha condiviso con il pubblico un racconto intimo e doloroso: il primo Natale senza Eleonora Giorgi, un’assenza che continua a farsi sentire con forza anche a distanza di mesi.
Clizia Incorvaia racconta il primo Natale senza Eleonora Giorgi: un vuoto che pesa
Il ricordo di Eleonora Giorgi è apparso come una ferita ancora aperta, una mancanza che non ha bisogno di essere spiegata perché si manifesta nei gesti più semplici. Durante l’intervista, Clizia Incorvaia non è riuscita a trattenere le lacrime, lasciando che il dolore emergesse senza filtri. Il primo Natale senza di lei è diventato il simbolo di un vuoto difficile da colmare, raccontato con una sincerità che ha reso il momento televisivo particolarmente intenso.
«Ho rispettato la tradizione, ho organizzato la cena di Natale a casa con tutta la famiglia; la mia, quella di mio marito Paolo Ciavarro… C’erano tutti e abbiamo passato le feste immaginando che ci fosse anche lei e cercando di essere felici, proprio come lei ci ha insegnato». Parole semplici, ma cariche di significato, che restituiscono l’idea di una felicità cercata ostinatamente anche quando il dolore rischia di prendere il sopravvento. C’era Massimo Ciavarro arrivato da Lampedusa, i genitori di Clizia, Andrea Rizzoli: l’intera famiglia stretta nel ricordo di Eleonora.
Clizia ha ricordato che tutti hanno fatto finta di essere felici ma non è stato facile.
Un esempio di vita incredibile, oltre il mito
Nel corso della conversazione a La Volta Buona, il racconto si è poi ampliato fino a toccare la figura di Eleonora Giorgi nella sua dimensione più autentica, lontana da qualsiasi idealizzazione. Clizia Incorvaia ha voluto sottolineare come l’attrice non sia stata solo un volto amato del cinema italiano, ma anche una donna segnata da una storia personale complessa.
«Non è sempre stata felice», ha spiegato, ricordando un’esistenza attraversata da momenti difficili: dall’infanzia complicata alla dipendenza dall’eroina. Ferite profonde, mai del tutto rimarginate, che convivevano con quel sorriso e quella voce da bambina diventati nel tempo una sorta di risposta al dolore. Un contrasto che rende ancora più potente il ricordo, perché restituisce l’immagine di una donna vera, fragile e fortissima allo stesso tempo.
Clizia Incorvaia e la critica al cinema e agli applausi tardivi
Non è mancata neppure una riflessione amara sul mondo dello spettacolo. Clizia Incorvaia ha puntato il dito contro un sistema che, a suo dire, è stato spesso crudele con Eleonora Giorgi negli ultimi anni: «Il cinema è stato brutale nei suoi confronti, poi però erano tutti al suo funerale…». Una frase lucida, che apre una critica più ampia sul modo in cui troppo spesso si celebra un artista solo dopo averlo perso, dimenticandolo quando è ancora in vita.
Il racconto andato in onda il 29 dicembre ha così superato i confini della semplice intervista, trasformandosi in un momento di memoria collettiva. Un omaggio sentito, fatto di fragilità, tradizioni rispettate e di un insegnamento che continua a vivere: cercare la felicità anche quando sembra impossibile, proprio come Eleonora Giorgi ha fatto per tutta la sua vita.