Tutta la delusione di Antonella Clerici: “Ma quali notti magiche!”

Antonella Clerici come tutti è delusa dall'esclusione dell'Italia ai Mondiali di calcio ma facciamo attenzione a ciò che dice

antonella clerici mondiali

Antonella Clerici e quasi tutti ieri abbiamo seguito la partita dell’Italia contro la Bosnia per la qualificazione ai Mondiali e quasi tutti hanno la delusione della conduttrice di E’ sempre mezzogiorno. Antonella Clerici parla con cognizione di causa, lo ribadisce che lei ha seguito da giornalista ben tre Mondiali di calcio.

E’ delusa e lo ripete più volte, ieri la sconfitta in campo degli Azzurri l’ha fatta stare male, Antonella Clerici pensa anche ai ragazzi, quelli della generazione di sua figlia Maelle che un Mondiali non l’hanno mai visto. Non parla di come hanno giocato o cosa sta accadendo adesso ma parte dalle basi e dice una cosa molta importante. >>Leggi anche Antonella Clerici: “Ho paura del futuro. A me vengono i brividi”

Antonella Clerici delusa dall’Italia, dal calcio

Antonella Clerici entra nello studio di E’ sempre mezzogiorno con il sottofondo musicale “Notti magiche” ma nemmeno questa volta ci saranno quelle notti magiche che ci hanno fatto sognare e vincere ormai troppo Mondiali fa. 

“Ma quali notti magiche, le notti magiche erano quelle nostre, quelle della mia generazione. Quando io parlo lo faccio con cognizione di causa. Io h fatto tre mondiali come giornalista nel ’90, nel ‘94 negli Stati Uniti e poi nel ‘98 in Francia e poi ero sotto il cielo di Berlino in quel famoso 2006 quando vincemmo l’ultimo Mondiale poi da lì è finito tutto”.

E’ finto davvero tutto, dal 2014 neanche la qualifica, l’ultima qualificazione è stata nel 2014: “Devo dire che mi dispiace tantissimo perché insomma il calcio è il nostro sport nazionale anche se adesso è vero abbiamo tanti idoli e meno male che ci sono state le Olimpiadi. Però insomma il calcio è lo sport popolare per eccellenza. Ecco è veramente tristissimo vedere che tutta la generazione ad esempio mia figlia non hanno mai visto un mondiale con quello che comporta il mondiale”.

Antonella non nasconde la tristezza, la delusione: “Perché il mondiale è una ritualità, è e guardare le partite d’estate insieme, è il tifare e stare a mangiare insieme; cioè con tutto quello che questo comporta. Mi dispiace tanto e secondo me bisogna cominciare soprattutto dai nostri vivai, dalle piccole scuole calcio che costano troppo per la gente comune e invece dovrebbero essere aperte a tutti perché una volta si giocava per strada. Consentire a questi ragazzi di andare a giocare nei vivai dove nascevano i grandi campioni di una volta, anche se non possono magari permettersi la retta perché è troppo costosa”.

Lascia ai giornalisti sportivi i commenti tecnici ma su questo non ha dubbi, si deve cambiare dalla base.

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