Matrimonio a prima vista: l’odissea della coppia che dopo il reality non riesce a separarsi


Matrimonio a prima vista è un noto reality in onda in tutta Europa, anche in Italia, con un format molto particolare. Due persone che non si conoscono e non si sono mai incontrate, si vedono per la prima volta il giorno del loro matrimonio per sposarsi. Hanno la possibilità, dopo un periodo di tempo, di separarsi senza complicazioni, almeno sulla carta, alla fine del periodo richiesto dal contratto del programma. Ma a quanto pare le cose non sono così semplici, o almeno non lo sono state per una delle coppie nate nel programma. La notizia era stata già diffusa qualche giorno fa quando però non era nota l’identità della coppia in questione. Oggi sappiamo che i due protagonisti di Matrimonio a Prima vista che hanno avuto notevoli difficoltà nella fase successiva al programma sono Sara Wilma Milani, cantante, e Stefano Soban, gelataio . I due dopo il programma hanno preferito non continuare il gioco e quindi separarsi. Chi ha seguito il programma sa bene che Wilma ha incontrato molte difficoltà in questa relazione, in particolare perchè non riusciva a trovare una affinità fisica con suo marito. I due hanno deciso di raccontare la loro esperienza…

MATRIMONIO A PRIMA VISTA, L’ODISSEA DI UNA DELLE COPPIE PROTAGONISTA

Secondo quanto hanno raccontato i protagonisti di questa storia, prima dell’inizio del programma si firmerebbe un contratto che prevede una penale da 100mila euro se abbandonano la trasmissione durante i primi tre mesi. Poi però se ci si lascia, si ottiene il rimborso di tutte le spese legali affrontate per la separazione. Ma per Wilma e suo marito le cose non sono state semplici, anzi…

I due dopo averci provato, senza riuscirci, chiedono l’annullamento delle nozze al tribunale di Pavia, dove Wilma abita. E qui la prima doccia fredda, c’è un errore di trascrizione nell’atto di matrimonio: la città dove si è svolta l’unione non è quella corretta.

I due quindi decidono di presentare una nuova richiesta di annullamento, stavolta si inserisce anche la questione della non “volontà” di volersi sposare realmente ma di averlo fatto per il timore delle sanzioni contrattuali. E arriva la seconda doccia fredda: il tribunale dice che l’errore di trascrizione è solo un vizio di forma e che entrambi avendo firmato il contratto sapevano a cosa andavano incontro. Sono di fatto sposati e senza possibilità di annullamento, l’unica via che possono percorrere è una separazione legale.

I due spiegano che la produzione adesso si farà carico delle spese legali ma le cose andranno avanti per molto tempo si dovrà anche parlare di alimenti e simili e il percorso in tribunale non sarà semplice…

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