Moda e Style

Laura Pausini promossa a metà nella seconda serata di Sanremo 2026

Laura Pausini ha scelto nuovi look per Sanremo 2026 che non hanno convinto del tutto il pubblico a casa

look laura pausini

La seconda serata di Sanremo 2026 (25 febbraio) ha confermato una scelta precisa: Laura Pausini non “indossa” semplicemente abiti, ma costruisce una narrazione di immagine coerente, sera dopo sera, con un guardaroba che parla di palco, luce e presenza scenica. Il filo conduttore è un’eleganza contemporanea che preferisce il tailoring al grande abito tradizionale, con una costante: la luminosità (cristalli, ricami, metalli) dosata con disciplina, mai in modalità “costume”. A firmare questa grammatica estetica è soprattutto Armani (tra Privé e linee più accessibili), con il lavoro di styling seguito da Monica Serani.

>>> Guarda qui i look della prima serata per Laura Pausini

Per Laura Pausini il “suit” gioiello: divisa scenica, anima couture

L’apertura della serata è un manifesto: total black, ma non minimal, perché la superficie è pensata per catturare ogni riflesso dell’Ariston. Il completo gioca sul contrasto tra struttura e fluidità: sopra una giacca dalla costruzione importante (ispirazione “militare”/storica, con un rigore quasi da divisa), sotto pantaloni palazzo che allungano e ammorbidiscono la figura, riportando tutto su un femminile deciso, non fragile. O almeno questo dovrebbe essere il risultato. Purtroppo bisogna dirlo, sul fisico di Laura Pausini non c’è stato questo effetto e l’abito non ha messo in risalto i punti di forza della bellissima Laura Pausini.

Il punto moda, qui, è la strategia della luce: i cristalli non sono “decorazione”, ma un dispositivo scenico. E la scelta di restare sul nero è intelligente: rende il look autorevole, fotografia-friendly, e soprattutto lascia che siano le proporzioni a parlare. Qualcosa però non ha funzionato.

Mannish con glamour: camicia maschile, pantaloni brillanti, fascia da smoking

Per il momento dell’esibizione/duetto, Pausini cambia registro senza tradire il concept: resta nel mondo del completo, ma lo rende più “live”, più fisico. Il look si costruisce con camicia maschile (in crepe di seta), pantaloni luminosi e una maxi cintura/fascia da smoking che definisce la vita e dà quell’accento da red carpet anche a una silhouette più asciutta.

La nota più riuscita è l’equilibrio tra “uomo” e “gioiello”: collo aperto quel tanto che basta per far lavorare un collier importante (Damiani viene indicato come marchio ricorrente della serata), trasformando un impianto quasi essenziale in un look da prima pagina.

Velluto sul finale per Laura Pausini

Nel finale arriva il look più “da sera” della serata, ma anche qui l’idea è chiara: non un abito lungo classico, bensì un completo con cappotto/giacca lunga protagonista. Sky TG24 descrive un’uscita firmata Emporio Armani, con una lunga giacca in velluto e ricami oro, pantaloni palazzo e top bustier: un modo elegante di portare opulenza senza scivolare nel barocco.

Vogue, nello stesso cambio, insiste sul valore del long coat in velluto di seta con ricami e sulla coerenza della scelta pantalone, completata da gioielli Damiani (linea Mimosa, citata nell’articolo). È il classico finale “da sipario”: più ricco, più teatrale, ma sempre controllato. Il pubblico non ha molto apprezzato il fatto che in più di una occasione la cantante abbia messo le mani in tasca, come se si perdesse forse l’eleganza.

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