Cesareo gentile, che cos’è e come si pratica: un modo diverso di vivere la nascita
Il cesareo gentile: ecco che cosa è e di che cosa si tratta
Si sente parlare sempre più spesso di cesareo gentile, chiamato anche gentle cesarean, natural cesarean o cesareo centrato sulla famiglia. Non si tratta di una nuova tecnica chirurgica e nemmeno di un parto cesareo privo delle normali procedure mediche necessarie per garantire la sicurezza di mamma e bambino. L’obiettivo è piuttosto quello di rendere la nascita con taglio cesareo più partecipata e meno distante, cercando, quando le condizioni cliniche lo consentono, di favorire fin dai primi minuti il contatto tra la madre, il neonato e l’altro genitore.
L’American College of Obstetricians and Gynecologists descrive infatti diverse pratiche che possono rendere il cesareo maggiormente centrato sulla famiglia, pur sottolineando che non tutte dispongono dello stesso livello di evidenza scientifica.
Come si pratica il cesareo gentile
A cambiare è soprattutto ciò che accade intorno alla nascita. In alcuni protocolli la sala operatoria può essere resa più tranquilla, limitando rumori e conversazioni non necessarie; la mamma può avere le braccia maggiormente libere, compatibilmente con il monitoraggio, e può essere messa nelle condizioni di vedere la nascita del bambino attraverso un telo trasparente o abbassando temporaneamente quello chirurgico.
Una delle caratteristiche più importanti della pratica del cesareo gentile, è però il tentativo di favorire il contatto pelle a pelle precoce, portando il neonato sul petto della mamma quando entrambi sono stabili. Può essere previsto anche il clampaggio ritardato del cordone ombelicale, quando indicato e possibile. Non esiste tuttavia un unico protocollo di “cesareo gentile”: le modalità possono cambiare da ospedale a ospedale e devono sempre essere adattate alle condizioni cliniche della mamma e del bambino.
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Il contatto pelle a pelle subito dopo il cesareo
Proprio il pelle a pelle rappresenta uno degli aspetti sui quali esistono indicazioni più solide. Le linee guida NICE raccomandano di offrire e facilitare il contatto precoce tra la donna e il neonato dopo il parto cesareo e di sostenere, per chi desidera allattare, l’avvio dell’allattamento il prima possibile. Uno studio randomizzato sul cesareo centrato sulla famiglia ha inoltre rilevato che il contatto pelle a pelle avveniva mediamente circa 11 minuti prima rispetto al cesareo tradizionale, senza riscontrare differenze significative negli altri esiti materni e neonatali analizzati. Anche l’aggiornamento 2025 delle raccomandazioni ERAS sul parto cesareo include l’avvio precoce dello skin-to-skin tra gli interventi raccomandati, in assenza di controindicazioni.
Il cesareo gentile si può chiedere in tutti gli ospedali?
Il desiderio di vivere un cesareo più rispettoso e partecipato può essere discusso durante la gravidanza con ginecologo, ostetrica e struttura scelta per il parto, soprattutto quando il cesareo è programmato. Non tutte le pratiche associate al gentle cesarean sono però necessariamente disponibili in ogni punto nascita e, soprattutto, non possono essere garantite in qualsiasi situazione.
Un’emergenza, la necessità di un’anestesia generale, condizioni materne instabili o la necessità di assistere immediatamente il neonato possono rendere impossibile il pelle a pelle o modificare quanto programmato. Il cesareo gentile, quindi, rimane a tutti gli effetti un intervento chirurgico: ciò che cambia è l’attenzione posta sull’esperienza della nascita e sul tentativo di ridurre, quando è sicuro farlo, la separazione tra mamma e bambino. Per chi sa già di dover affrontare un cesareo programmato può essere utile parlarne in anticipo con l’équipe e chiedere quali aspetti del parto centrato sulla famiglia siano previsti dalla struttura scelta.