Giorgia confessa quei momenti bui in cui sperava non vincesse la vita (Foto)

In un'intervista a Tv2000 Giorgia confessa i periodi bui in cui ha desiderato lasciarsi andare per sempre (foto)

E’ difficile immaginare Giorgia attraversare momenti bui e arrivare a desiderare di morire. La sua voce, la forza con cui esplode con le note che ci emozionano, tutto questo per lei era niente mentre ad altri data la vita. “Per rinascere devi morire” confessa Giorgia nella sua intervista al telegiornale di Tv2000 dove tutti attendevano di sentirla parlare del suo album Oronero Live. La cantante invece ha rivelato il dramma dei suoi periodi difficili, come ha superato tutto ma quanto sia stato forte il desiderio di lasciarseli andare, la speranza che non riuscisse a farcela. Alla fine ha vinto la vita e da tempo ormai Giorgia si sente rinata, soprattutto da quando è diventata mamma. Non è la prima volta che Giorgia racconta dei suoi momenti così duri ma è la prima volta che va così a fondo rivelando le sue emozioni. Nel 2002 la morte di Alex Barone la sconvolse, era il suo compagno, l’uomo che amava e con cui condivideva tutto, anche la musica.

“Volevo lasciarmi andare, non speravo di farcela. Da quando sono mamma ho ritrovato l’entusiasmo perduto” ha commentato Giorgia:La vita è magica, la vita e il cielo, sono energie superiori”, ha spiegato la cantante ricordando i momenti difficili che alla fine ha superato: “Ti senti dare quasi dei calci nel sedere e una voce che ti dice ‘devi vivere’, perché sei qua, devi farlo. Poi ci trasformeremo e vivremo altrove. Per rinascere devi morire, quindi c’è sempre una sofferenza nel cambiamento o nel rialzarsi ma quella sofferenza è preziosa perché ti dà la linfa”.

Da dove è arrivata la sua energia che le ha ridato la voglia di vivere? “Ognuno ha i suoi pusher di energia che può essere un lavoro, un amore. Nel mio caso da quando sono diventata mamma ho ripreso emozioni, entusiasmo, voglia, che nel mio lavoro cominciavo a sentire poco rispetto a quando avevo vent’anni. Ogni mamma è una macchina, io direi che ogni donna è una macchina”.

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