Sanremo 2018 i testi, Max Gazzè canta La leggenda di Cristalda e Pizzomunno (testo completo)

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Dopo 5 anni, torna a Sanremo Max Gazzè con il brano La leggenda di Cristalda e Pizzomunno. Si tratta di una canzone che sembra aver già colpito l’interesse del pubblico e di chi conduce il programma. C’è già chi lo classifica tra i primi tre posti. In particolare, il brano è legato ad una leggenda ambientata sulla famosa spiaggia di Vieste, sul Gargano. Qui si erge una grande roccia bianca che, secondo la favola, rappresenta Pizzomunno, ragazzo trasformato in pietra dalle sirene, a causa del suo amore per Cristalda. È già stata definita una delle più belle canzoni in gara e senza ombra di dubbio si tratta di un vero e proprio omaggio a Vieste. Nel testo si può notare che il cantante cita la cittadina garganica. In una recente intervista, il cantante ha rivelato di esserci stato più volte a Vieste e di essere rimasto “fatalmente colpito dalla leggenda di Pizzomunno. Si è anche commosso leggendo il testo del brano, scritto dal fratello e da Francesco De Benedettis. Tra il pubblico, questa canzone sta riscuotendo una certa curiosità. Sono già in molti coloro che hanno intenzione di visitare Vieste per scoprire la leggenda dei due innamorati. Il cantautore romano si è dichiarato innamorato di questa leggenda e chissà che anche i telespettatori ne resteranno colpiti. Vediamo insieme ora il testo completo del brano di Sanremo 2018.

SANREMO 2018 I BRANI: MAX GAZZÈ CANTA LA LEGGENDA DI CRISTALDA E PIZZOMUNNO ECCO IL TESTO COMPLETO DELLA LORO CANZONE

Tu che ora
Non temi,
Ignorane
Il canto…
Quel coro ammaliante
Che irrompe alla mente
E per quanto
Mulini
Le braccia oramai
Non potrai
Far più niente.
Ma se ti rilassi
E abbandoni
Il tuo viso
A un lunghissimo
Sonno,
O mio Pizzomunno,
Tu guarda
Quell’onda
Beffarda
Che affonda
Il tuo amore indifeso.
Io ti resterò
Per la vita fedele
E se fossero
Pochi, anche altri cent’anni!
Così addolcirai gli inganni
Delle tue sirene…
Cristalda era bella
E lui da lontano
Poteva vederla
Ancora così
Con la mano
Protesa
E forse una lacrima scesa
Nel vento.
Fu solo un momento,
Poi lui sparì
Al largo
E lei in casa cantando…
Neppure il sospetto
Che intanto
Da sotto
La loro vendetta
Ed il loro lamento!
Perché poveretta
Già avevano in cuore
I muscoli tesi
Del bel pescatore,
E all’ennesimo
Suo rifiuto
Un giorno fu punito!
Ma io ti aspetterò…
Io ti aspetterò,
Fosse anche per cent’anni aspetterò…
Fosse anche per cent’anni!
E allora dal mare
Salirono insieme
Alle spiagge
Di Vieste
Malvage
Sirene…
Qualcuno le ha viste
Portare
Nel fondo
Cristalda in catene.
E quando
Le urla
Raggiunsero il cielo,
Lui impazzì davvero
Provando
A salvarla,
Perché più non c’era…
E quell’ira
Accecante
Lo fermò per sempre.
E così la gente
Lo ammira
Da allora,
Gigante
Di bianco calcare
Che aspetta tuttora
Il suo amore
Rapito
E mai più tornato!
Ma io ti aspetterò…
Fosse anche per cent’anni aspetterò…
Fosse anche per cent’anni aspetterò…
Fosse anche per cent’anni!
Io ti aspetterò
Fosse anche per cent’anni!
Si dice che adesso,
E non sia leggenda,
In un’alba
D’agosto
La bella Cristalda
Risalga
Dall’onda
A vivere ancora
Una storia
Stupenda.

Sicuramente un testo molto profondo presentato da Max Gazzè e voi che ne pensate? Presto avremo la possibilità di ascoltarlo in prima serata su Rai Uno, durante la quale i telespettatori potranno dare la loro opinione con il televoto.

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