Sanremo 2020: il vincitore è… – VIDEO

Era fra i favoriti alla vittoria e, grazie soprattutto alla forza delle giurie tecniche, è stato eletto il vincitore: ad alzare al cielo la Palma D’Oro del Festival di Sanremo 2020 è Diodato: il cantante aostano ma da sempre legato alla città di Taranto che a questa 70esima edizione della kermesse ligure ha presentato il brano “Fai rumore”.

La proclamazione televisiva del vincitore di Sanremo 2020 è arrivata intorno alle ore 02:30 dopo una improbabile maratona di ospiti che si sono susseguiti sul palco del Teatro Ariston (uno dietro l’altro Diletta Leotta in versione rapper, Vittorio Grigolo, Ivan Cottini e un duo Gente de Zona). Diodato trionfa grazie al voto combinato fra giurie e televoto: purtroppo, nella sfida finale con Francesco Gabbani e Pinguini Tattici Nucleari, il cantautore è arrivato ultimo!

Sanremo 2020: il vincitore è Diodato – le prime dichiarazioni

Sbarcato in sala stampa, queste sono state le prime dichiarazioni di Diodato fresco vincitore del Festival di Sanremo 2020: “Dedico la mia vittoria alla mia famiglia che ha fatto tanto rumore nella mia vita, anche se in questi giorni li ho sentiti poco. Lo dedico a loro perché mi ha scioccato il rispetto che hanno avuto nella situazione in cui ero. Non vedo l’ora di telefonarli. Dedico la mia vittoria anche a tutta l’altra famiglia, quella che pian piano si è creata attorno a me: Carosello, Curci… Lo dedico a chi ha lavorato con me a questo brano, all’ufficio stampa e a tutti coloro che hanno lavorato giorno dopo giorno e con una delicatezza che mi ha fatto sentire protetto. Loro sano bene chi sono, come ragiono, come voglio muovermi e l’attenzione con cui voglio fare le cose. E ci tengo a dedicarlo anche alla mia città (si riferisce a Taranto, ndr.) in cui bisogna fare rumore tanto. Questo premio è per chi lotta ogni giorno per una situazione insostenibile“.

Sempre in conferenza stampa, Diodato ha confermato che parteciperà ad Eurovision 2020 in qualità di rappresentante italiano: “Prima devo chiedere una cosa: ma quand’è questo Eurovision? Il 16 maggio? C’ho da fare? Ah no! Allora mi sa che ci vado!”.

Poi si è lasciato ad un secondo commento: “Sarà una impresa dura? Non importa. Sono felice di portare la musica italiana in giro. Credo che in qualche modo bisogna fare squadra in questo progetto: la musica italiana ha spessore e va aiutata a livello internazionale. Dobbiamo fare gli esportatori di musica. La lingua, forse, la capiscono poco ma abbiamo una forza che è molto riconoscibile. Se mi chiederanno di cantare all’estero ci andrò sempre… E l’Eurovision mi sembra una buona occasione”.

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