Luca Pitteri dal sogno di rivederlo in tv a ciò che pensa dei talent e All Together Now: la nostra intervista (Foto)


luca pitteri intervista UNF

Iniziamo col dirvi che il ritorno in tv di Luca Pitteri farebbe la differenza in alcuni programmi ma lui è il primo a dubitare che una figura come la sua possa interessare in questo periodo. Nessuna polemica ma chi ricorda il maestro Pitteri ad Amici ricorda ciò che poi non abbiamo più visto. Resta dietro le quinte di All Together Now, sì perché se noi vediamo Michelle Hunziker e il muro dei 100, dietro ci sono anche altri professionisti pronti a sorreggere i concorrenti. Ci ha regalato un’intervista in cui mostra come sempre la sua schiettezza, l’umiltà dei grandi, la consapevolezza che non si smette mai di studiare. Ci ha confidato che da quando ha lasciato il talent di Maria De Filippi non lo guarda perché i talent lo annoiano. Possiamo solo dire che le sue lezioni e i suoi interventi, che non erano solo di musica, non annoiavano mai.

PER LUCA PITTERI C’E’ UNA PERSONA SPECIALE TRA I 100 DEL MURO DI ALL TOGETHER NOW

intervista a cura di Stefania Longo e Claudia Cappabianca

Pianista, direttore d’orchestra, insegnante di canto, compositore, direttore di un coro gospel e indimenticabile appassionato insegnante di Amici di Maria De Filippi (oltre che di tanti altri programmi TV). Qual è il vero lavoro di un vocal coach?

Si parte dalla conoscenza, dalla messa a punto dello strumento voce, cercando di educare gli allievi alla consapevolezza del suo utilizzo. La tecnica però è solo una delle componenti della ricerca didattica e artistica. C’è poi un lavoro di studio del linguaggio musicale, di ricerca psicologica, attoriale, di presenza scenica. Tutto ha come finalità, sempre e comunque, la comunicazione del proprio essere.

Chi è il cantante che ti ha dato più soddisfazioni, che ha messo in atto tutto ciò che gli hai insegnato?


Non mi sento di fare nessun nome. Mi viene da dire che in generale l’allievo che dà più soddisfazione è quello che reagisce meglio e con più passione alle indicazioni che io fornisco, che si appassiona sempre di più al percorso e sfrutta dopo al meglio le proprie conoscenze per comunicare, attraverso il canto, tutto il meglio di sé, la sua verità spirituale.

Ecco, precisato questo, posso forse sbilanciarmi, senza far torto a nessuno, nel fare il nome di mia moglie, Brigida Cacciatore, ex allieva di Amici, che considero, senza influenze di tipo affettivo, una delle cantanti più talentuose e complete in circolazione, e che oggi fa parte del muro dei 100 giudici che c’è ad ALL TOGETHER NOW.

Hai detto che suonare, dirigere e comporre ti attrae più del canto, qual è il desiderio che non hai ancora realizzato.

Non mi sono mai sentito un cantante o vocal coach, anche se da sempre è ciò che costituisce la parte principale del mio sostentamento. Considero il mio essere Vocal Coach la conseguenza di essere musicista a 360°. Tanti sono i desideri che non ho realizzato. Mi piacerebbe sicuro tornare a fare il concertista di pianoforte, scrivere un musical e dirigere orchestre più spesso, cosa che ho già fatto e mi piace tantissimo.

Cosa pensi di All Together Now?

E’ un programma divertente e frizzante dove la non presenza della discografia consente un livello più alto della qualità tecnica e artistica dei cantanti in gara. Penso infatti che da quando la “discografia” (o ciò che ne rimane), da quando negli ultimi anni ha per necessità rivolto le sue attenzioni alla tv, ha contribuito pesantemente ad un prodotto artistico sempre più ignorante e mediocre.

Continui a seguire Amici? Che giudizio daresti ai cantanti di quest’ ultima edizione?

Ho raramente visto Amici da quanto nel 2007 l’ho lasciato. Non posso quindi esporre giudizi, ma vi confido che non lo guardavo neanche prima quando ero nel programma, figuriamoci ora. Devo dire che un po’ tutti i Talent, dopo tanti anni, mi annoia guardarli.

I talent show dividono pubblico ed esperti, sono un danno per la musica?

Il danno è la televisione in sé, per come è concepita adesso. La tv ha come unico obiettivo gli ascolti quindi, avendo bisogno di far numero, produce un prodotto massificato. Il pubblico si interessa a questi talent in quanto possibile meta di loro stessi. Di conseguenza dodici Whitney Houston non produrrebbero gli ascolti sperati, questo fa si che la scelta vada su un prodotto medio basso cosicché la gente possa dire “ci posso provare anche io”.

Quali sono i tuoi prossimi progetti? 

Nei ritagli di tempo consentiti dal lavoro sto studiando e scrivendo per pianoforte. Mi piacerebbe ritornare a suonare, ma in mancanza di tempo magari mi accontenterò di fare dei video in modo da esprimere tutto il mio essere e comunicare attraverso la mia musica. Continuerò a studiare per scrivere musical o musica da film che forse sono rimasti gli ultimi ambiti dove si può provare a scrivere in maniera qualitativamente più alta. Mi piacerebbe approfondire lo studio di tutta la parte riguardante l’orchestrazione. Un po’ me la cavo ed ho già fatto cose in questo senso, ma una volta che ci sei entrato, ti accorgi che l’arte dell’orchestrazione è un mondo vastissimo e meraviglioso che richiede tanto studio per padroneggiarlo ed io non mi sento ancora un esperto in questo.

Tornerai magari un giorno in primo piano in tv?

In tv mi piacerebbe tornare ma solo se mi offrissero un ruolo che non mi spersonalizza e mi consente di esprimermi senza condizionamenti. Ma dubito che in questi tempi si possa essere interessati ad una figura come la mia.


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