La lettera di Luciana Littizzetto per Amadeus: ” essere molto belle è una botta di cul* dalla nascita e non è una conquista”

Non poteva mancare l’ironia di Luciana Littizzetto nella puntata di Che tempo che fa del 19 gennaio 2020. E questa settimana la comica torinese ha deciso di scrivere una lettera ad Amadeus che è stato, senza dubbio, la persona più chiacchierata della settimana ( il che dovrebbe far riflettere). Il povero Amadeus, che ha usato delle frasi poco carine, questo è vero, ma che non ha fatto del male a nessuno e forse non meritava la gogna mediatica alla quale viene ancora sottoposto, si è dovuto difendere da accuse di ogni genere. Luciana Littizzetto, che ha fatto in questi giorni della sana ironia sui social, ha deciso di scrivere per il direttore artistico di Sanremo 2020 una lettera in modo da dargli dei preziosi consigli.

LA LETTERA DI LUCIANA LITTIZZETTO PER AMADEUS DA CHE TEMPO CHE FA

Ed ecco la lettera che Luciana Littizzetto ha scritto per Amadeus:

Letterina per Ama. Prima cosa devi dire quest’anno al centro ci sarà la musica. Questa è una boiata pazzesca, ma lo dicono tutti, quindi dillo anche tu, che te ne frega. Seconda cosa, sorridi, sorridi molto, ma non troppo altrimenti sembri scemo. Poi non fidarti di nessuno, nessuno, nessuno, tranne di Vincenzo Mollica. Non stare troppo vicino ad Al Bano quando canta, che quello con un acuto può farti volare la tromba di Eustachio fino a Finale Ligure.
Quando entra Tiziano Ferro tu toccalo, che porta bene. Soprattutto non tirare in ballo mai, ma dico mai, di tutto il mondo dei mai, nessun politico più recente di Camillo Benso Conte di Cavour.
Non dire troppo delle donne che ti affiancheranno che sono molto belle, dillo una volta sola, perché essere molto belle è una botta di cul* dalla nascita e non è una conquista. Fai finta di niente davanti ai look di alcuni cantanti, anche se ti verrebbe da dire ‘che cavolo ti sei messo addosso’. Infine qualsiasi cosa succeda devi pronunciare almeno una volta la fatidica frase ‘dirige l’orchestra il maestro Beppe Vessicchio. Altrimenti non è Sanremo”.

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