Alessia la figlia di Vessicchio lo ricorda 3 mesi dopo la sua prematura morte
Dal programma di Francesca Fialdini, Alessia ricorda il maestro Vessicchio il suo Barbapapà
Nella puntata di domenica 8 febbraio di Da Noi… a Ruota Libera, il salotto guidato da Francesca Fialdini si è trasformato in uno spazio di memoria e tenerezza. Ospite in studio Alessia Vessicchio, che ha condiviso un racconto intimo e profondo dedicato al padre, Peppe Vessicchio, scomparso prematuramente lo scorso novembre. Un momento carico di emozione, capace di toccare il pubblico a casa e di restituire il ritratto autentico di un uomo generoso, innamorato della vita e della sua famiglia.
Alessia ha ricordato il legame speciale che li univa, spiegando di non averlo mai chiamato “papà”, ma “Barbapapà”, perché il padre biologico era un altro. Solo dopo la sua scomparsa ha scoperto che Peppe la definiva “la sua nota più bella”. Un amore che passava anche attraverso la musica e il Festival di Sanremo: quando dal palco dell’Ariston faceva l’occhiolino, ha raccontato, era sempre per lei. Un gesto piccolo, ma carico di significato, che Alessia custodisce come uno dei simboli più dolci del loro rapporto. “Alla fine ha smesso di farlo perchè tutti gli chiedevano qualcosa e sembrava che avesse tanti tic” ha detto la donna in tv.
Le parole di Alessia e il ricordo del maestro Vessicchio
Commovente anche il ricordo del loro primo incontro: Alessia aveva sette anni e lo vide per la prima volta durante una partita di calcetto, mentre cercava di recuperare una palla. Dopo la partita, la madre invitò tutti a casa e lei, bambina determinata, lo chiuse a chiave in camera perché aveva una chitarra e voleva che le cantasse tante canzoni. Da quel giorno il loro legame si è rafforzato nel tempo, diventando un punto fermo della sua vita, ben oltre i riflettori e le apparizioni pubbliche.
In una intervista a Vanity Fair aveva raccontato sul primo incontro con Vessicchio: “Mia mamma aveva 28 anni, io ne avevo 7 e lui ne aveva 20. A un certo punto arriva la palla sul bordo, io, simpatica canaglia, prendo la palla e arriva quest’uomo, questo ragazzo, tutto scuro ma con degli occhi che hanno detto tutto, in un momento, di quello che era. Io l’ho ridata e poi, la sera, sono venuti tutti, il gruppo, a casa di mia mamma, che era l’unica con la casa perché ovviamente era più grande: avevano 28 anni, erano tutti giovani“.
E Alessia lo chiuse camera: “Perché lui arrivò con la chitarra in spalla, perché era sempre così. Io l’ho chiuso in camera a chiave e cominciò il suo repertorio. E fuori mia madre: “Apri! Fallo uscire!”. E poi… non è andato più via, praticamente“.
A rendere ancora più intenso il momento è stato il videomessaggio di Ron, che ha ricordato Peppe come un amico prima ancora che un grande maestro: una persona capace di far stare bene chiunque gli fosse accanto. Il cantautore ha parlato anche di un tour quasi pronto, mai realizzato, rimasto come sogno condiviso. Un saluto semplice e sincero che ha completato un quadro fatto di affetto, stima e gratitudine, trasformando la puntata in un vero e proprio abbraccio collettivo nel ricordo di Peppe Vessicchio.