Sal Da Vinci all’Eurovision: non si poteva davvero fare di più?

C'è chi pensa che Sal Da Vinci potrebbe persino vincere questo Eurovision e glielo auguriamo ma su quel palco, la nostra Italia, avrebbe dovuto fare molto di più

sal da vinci eurovision

Con la premessa d’obbligo che, secondo il nostro modesto avviso, la Rai dovrebbe fare una competizione diversa da Sanremo per scegliere il brano che rappresenti l’Italia all’Eurovision, oggi ci chiediamo una sola cosa: Sal Da Vinci avrebbe potuto e dovuto fare di più? Brano a parte, si intende. Perchè Per sempre si è stata scelta dal popolo sovrano, passa pochissimo in radio ma spopola sui social e altrove. C’è un regolamento e va benissimo così e oggi il nostro rappresentate a Vienna, è proprio Sal Da Vinci. Tutto fila liscio ma davvero, possiamo pensare che quel genere di esibizione, rappresenti l’Italia del 2026?

Abbiamo visto più spettacolo la mattina in Via Asiago nel programma di Fiorello, all’alba che sul palco di Vienna durante la prima semifinale dell’Eurovision. Marcello Sacchetta e Francesca Tocca sono indubbiamente due bravissimi ballerini e professionisti ma basta una idea abbastanza banale, buttata lì a casaccio, con una gonna strappata random, per pensare che quella è l’Italia che meritiamo di far vedere a milioni e milioni di persone?

Sal Da Vinci all’Eurovision: perchè si poteva e si doveva fare di più

In questi mesi Sal Da Vinci ha risposto con grande garbo alle tante critiche ricevute, non si è messo sul ring, ha evitato lo scontro. Forse l’unico momento in cui è stato chiamato a fare polemica è nell’intervista a Belve dove ha detto la sua. E ci sta anche. Ha fatto un Sanremo splendido, si è preso la sua rivincita. Ed è proprio per questo che avrebbe dovuto e voluto pretendere di più da questa occasione, forse l’unica nella sua vita, di farsi conoscere e rappresentare l’Italia in tutta l’Europa e non solo.

Su quel palco avrebbe potuto dimostrare che le tante cose dette su un brano antico e polveroso non erano vere, parlando dell’amore in tutte le sue declinazioni, facendoci dimenticare che quel “per sempre si” puzza di obbligo e promesse forzate. Anche l’arma dell’ironia e del sarcasmo ci avrebbero convinto, se avesse scelto di giocare con i classici clichè tutti italiani. Ci stava qualsiasi scelta, originale, pensata. Ma non la banalità di quello che poi alla fine, è arrivato su un palco così importante.

Peccato. Ribadiamo, può piacere o meno, la canzone avrebbe potuto essere amatissima se accompagnata da qualcosa di diverso, da un messaggio diverso, da qualcosa di originale effetto wow. Se davvero crediamo che possa bastare una gonna che si strappa e fa vedere la bandiera tricolore, allora amici e amiche, siamo messi maluccio. Peccato perchè Marcello Sacchetta e Francesca Tocca, di quadi memorabili in quel di Amici, ne hanno visto ( lo stesso Sacchetta di coreografie e idee originali ne ha avute tante nella vita). E invece nulla.

Si poteva e si doveva dare di più anche perchè Sal da Vinci lo avrebbe meritato, a prescindere ovviamente, da quello che alla fine sarà il risultato.

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