Giallo di Torre del Lago, scomparsa madre e figlia: sviluppi sconvolgenti


Svolta nelle indagini sulla scomparsa delle due donne di Torre del Lago, in Versilia, vicino Viareggio. Maddalena Semeraro, 80 anni, e sua figlia Velia Carmazzi, 59, secondo gli inquirenti, sono state vittime di una rete di interessi, violenze, raggiri e sottomissioni psicologiche. A tessere le trame di questo giallo dagli sviluppi sconvolgenti, potrebbe essere stato Massimo Remorini, 53 anni, parente lontano delle vittime, per il quale sono scattate le manette.

L’uomo, già indagato da dicembre per sequestro di persona e circonvenzione di incapace, sarebbe stato coadiuvato dalla badante della Semeraro e sua amante, Maria Casentini, 50 anni, ora agli arresti domiciliari. Secondo l’ordinanza di custodia cautelare, emessa dal Gip di Lucca Marcella Spada Picci, i reati contestati, in concorso, a Remorini e Casentini sono sequestro di persona, maltrattamenti in famiglia, sottrazione e distruzione di cadavere. Secondo gli investigatori, infatti, le due donne probabilmente sono morte di stenti e di miseria e i corpi sono stati fatti sparire per evitare che venisse scoperto il loro calvario, per cui le salme sono andate distrutte.


Nell’evoluzione dell’indagine si sono aggravate le posizioni dell’avvocato Giunio Massa, 66 anni e di Francesco Tureddi, 56 anni, amico del Remorini. L’avviso di garanzia ha raggiunto Tureddi con l’accusa di favoreggiamento nell’occultamento dei due cadaveri, mentre l’avvocato viareggino è accusato di circonvenzione di persona incapace e di appropriazione indebita relativamente all’acquisto di due immobili, proprietà delle donne scomparse. Lo studio del legale e le abitazioni dei due sono state perquisite.

Intanto, ancora non si sa che fine abbiano fatto i corpi delle due povere donne e, forse, non si saprà mai.

Cristina Lucarelli


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