Scosse in montagna: allarme in Veneto

È da qualche mese che la popolazione avverte boati in Val Lapisina. Inizialmente questi episodi avevano creato un alone di mistero intorno alla vicenda. Ma pare ci sia poco da scherzare: si tratta di micro terremoti, che invece di far vibrare la terra, al momento si evidenziano per i forti boati. L’allarme parte proprio dal prefetto Franco Gabrielli, capo della protezione civile che ha preso il posto di Bertolaso. L’ipotesi è che queste scosse siano segno di un imminente sisma di dimensioni maggiori.

Siamo a Fadalto, località del Comune di Vittorio Veneto. «La nostra bella Italia è un paese a rischio sismico, 800 Comuni sono in zona 1, 2000 in zona 2». E in zona 2, rimarca Gabrielli, ci sono i Comuni veneti dei boati del Fadalto. «E pure l’Aquila».

Il capo della protezione civile afferma che «il sistema di Protezione civile regionale è allertato, sono stati potenziati tutti i sistemi di controllo», e aggiunge «Ai cittadini non dico “state tranquilli”, ma “preparatevi”. Primo: serve una verifica delle abitazioni, lo stesso cittadino deve farlo. Secondo: bisogna seguire alcune elementari norme precauzionali. Avere con sé una pila, acqua, la batteria del cellulare carica. Non è allarmismo, ci sono paesi, come la California, che convivono con la possibilità di terremoti e si attrezzano».

Oggi vi è stato un incontro in municipio a Vittorio Veneto per organizzare la simulazione di un piano di evacuazione per rischio sismico, ma anche per comunicare alla popolazione quali debbano essere i comportamenti e le precauzioni da adottare nell’eventualità in cui la terra tra la Val Lapisina e l’Alpago dovesse iniziare a tremare.

Gabrielli però non ritiene opportuno andare ad ascoltare i boati «per evitare di fare passerelle». Invita quindi il Veneto ad attrezzarsi, ed esorta anche i cittadini a farlo: «aiutati che il ciel t’aiuta».

Assunta De Rosa

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