Sarah Scazzi: per il fratello di Misseri è la fine di un incubo

Dopo meno di un mese di custodia cautelare, tornano in libertà Carmine Misseri e Cosimo Cosma, rispettivamente fratello e nipote di Michele Misseri, il contadino di Avetrana tristemente noto per le vicende dell’omicidio della nipotina Sarah Scazzi.

Il Tribunale del Riesame di Taranto, ha accolto i ricorsi dei legali di Misseri C. e Cosma, contro l’ordinanza di custodia cautelare a termine, per 30 giorni. Ricordiamo che i due erano stati indagati per concorso in soppressione di cadavere, secondo gli investigatori infatti, i due avrebbero dato un aiuto a Michele Misseri a nascondere il cadavere di Sarah Scazzi, gettandolo in un pozzo. Il cadavere fu rinvenuto dagli inquirenti, su segnalazione dello stesso zio Michele, circa 40 giorni dopo la scomparsa e quindi l’omicidio, il 26 agosto 2010. Perchè Sarah, secondo quanto dichiarato dal contadino di Avetrana, è stata uccisa lo stesso giorno in cui i genitori hanno annunciato la scomparsa. Nessuno poteva immaginare, nei giorni successivi, che la 15enne era già morta, tutti hanno pensato ad una ragazzata, ad una fuga ribelle, mentre la piccola giaceva nelle campagne tra Avetrana e Nardò, priva di vita.

Queste le parole del fratello di Michele, appena uscito dal carcere: “E’ la fine di un incubo, voglio tornare a casa, rivoglio la mia vita! Non sono arrabbiato, non ho rancore nei confronti di mio fratello Michele“.

Ma se loro sono innocenti, chi è il colpevole reale in questa vicenda? Se Michele Misseri non è un pazzo, ma è incapace di intendere e di volere, perchè non spiega una volta per tutte come sono andate le cose? E Sabrina? Che ruolo ha avuto in tutto ciò? Ci sono state rivelazioni, poi smentite, poi altre rivelazioni e di nuovo smentite. Resta un’altra domanda, forse per un po’ di tempo trascurata: Chi sta cercando di tutelare Michele Misseri? E Cosima, assente ingiustificata di tutta la vicenda, come vive sapendo che ha mezza famiglia in carcere e l’altrà metà (quella della piccola Sarah) che cerca giustizia? Che sia lei a dover fare luce su tutto?

Interrogativi ai quali ognuno di noi può dare una risposta, ragionata o fantasiosa. Ma quel che è certo è che in Italia c’è qualcosa che non funziona.

Sara Moretti

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