Yara Gambirasio e Sarah Scazzi diventano un cocktail

Per la serie: dove non arriva il buon senso….arriva la stupidità umana.

Non è certo solo colpa dei mezzi di comunicazione di massa: è vero, di Sarah Scazzi e di Yara Gambirasio se n’è parlato molto e se ne continua a parlare tanto tutt’ora. Ma la stupidità umana non ha confini. Carimine De Rosa, è un inventore di drink e insegnante di materia pratica presso l’istituto alberghiero Virtuoso a Salerno. In occasione di un concorso regionale campano per cocktail e long drink riservato ai barman professionisti, ha presentato un cocktail e come lo ha chiamato? Semplice, con i due nomi che sono all’attenzione mediatica di questo momento: ‘Yara & Sarah’. Oltre alla mancanza di fantasia sicuramente imputabile al’insegnante De Rosa, il buon senso viene completamente oltraggiato.

Non c’è bisogno di dirlo, le polemiche sono subito state roventi.

Carmine De Rosa, però, a chi gli fa notare il cattivo gusto della sua invenzione risponde che: ‘Chi come me ama il proprio lavoro sa che un cocktail e’ metafora di gioia, di vita, condivisione di sentimenti profondi. Cosi’ ho pensato a Yara Gambirasio e Sarah Scazzi, ai loro volti sorridenti nelle foto che quotidianamente vengono diffuse dalla tv nel raccontarci dei drammi che dovrebbero far riflettere l’intera societa‘. Bè, bella risposta per mascherare un’invenzione tanto stupida quanto offensiva delle vittime e delle rispettive famiglie.

Ma, purtroppo, non è la prima volta che l’omicidio di Avetrana ispira la gente a dar vita ad iniziative di cattive gusto. Per lo scorso carnevale, a Napoli, è comparso un costume abbastanza particolare: la maschera di carnevale di Michele Misseri, lo zio di Sarah. Così accanto ai classici Alrecchino, Pulcinella, Colombina e Pantalone, adesso c’è anche lo zio della povera Sarah.

Ma è possibile che di fronte a tutto questo nessuno dica “basta”?

Sara Moretti

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