Delitto di Garlasco, è il giorno di Alberto Stasi

Oggi è il giorno di Alberto Stasi, principale imputato per l’omicidio di Garlasco, accusato di aver ucciso la sua fidanzata, Chiara Poggi, di soli 26 anni, il 13 agosto del 2007. Oggi è un giorno molto importante: si deciderà se dar vita a nuove analisi sui reperti oppure si arriverà, direttamente, alla sen­tenza di secondo grado. Stasi è stato assolto in primo grado dall’omicidio con la vecchia formula dell’insufficienza di prove. Ma, ad oggi, l’ex studente della Bocconi rimane il principale indagato per il giallo di Garlasco: su di lui gravano indizi, ma non prove. E, in più, gli indizi sono anche troppo deboli: è per questo che stati è stato assolto in primo grado. I suddetti indizi però  se ana­lizzati nuova­mente come ri­chiesto dalla Procura genera­le e dalla parte civile, potreb­bero, in sede di Corte d’Assise d’Appello, fare in­vertire la rotta, e determinare la sua condanna. E la condanna, quella richiesta dal procuratore generale di Mi­lano Laura Barbaini è davvero lunga: il procuratore ha infatti chiesto 30 anni di carcere per l’ex fidanzato della vittima, accusato di omicidio volonta­rio aggravato dalla crudeltà.La pubblica accusa afferma che sarebbe stato lui, quella mattina di agosto di ormai 4 anni fa, ad entrare in quella villetta di Garlasco, dove Chiara era da sola: in quei giorni il resto della famiglia era in montagna. L’accusa sostiene che sia stato Stasi ad aggredire la sua fidanzata, con ferocia inaudita utilizzando un oggetto contundente mai ritrovato, e a scaraventarla or­mai priva di sensi lungo che scale che portavano alla canti­na. Probabilmente, come spiega sempre l’accusa, quello di Garlasco è un omicidio premeditato la sera prima, quando la coppia avrebbe avuto un’accesa discussione. La pubblica accusa in aula ha sostenuto che Alberto Stasi dopo avere ucciso Chiara, voleva sbarazzarsi del suo corpo, e allora l’ha scaraventato in cantina, perché quel corpo era il simbolo di un ostacolo fra sé e qualcos’altro. Il movente di quell’atroce de­litto, secondo inquirenti e Procura, non sarebbe ancora stato identificato con certez­za.
Gli investigatori tengono in considerazione anche uno scambio di sms fra Stasi e due sue amici, due giorni prima della morte di Chiara. In particolare, l’sms considerato più importante sarebbe quello inviato da Al­berto alle due di notte fra il 12 e il 13 agosto. Secondo il procuratore generale, Stasi avrebbe segnalato al suo ami­co del cuore “un’emergen­za”.

 

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