Caso Chico Forti: l’appello dei parenti in tv

Caso Chico Forti: da 12 anni paga per un reato che probabilmente non ha mai commesso

E’ un caso di cui poco si è parlato in Italia e che sembra essere chiuso per la polizia americana. Ci riferiamo a quello di Chico Forti, l’uomo accusato di aver ucciso il figlio del suo socio in affari. La storia di Chico sembra quella di un film: partecipa al programma di Mike Bongionrno dove viene eletto campionissimo e si porta a casa più di 80 milioni delle vecchie lire che per gli anni novanta sono una notevole cifra. Chico decide di investire la sua vincita negli Stati Uniti dove trova fortuna diventando prima un presentatore televisivo e poi un produttore. La vita gli sorride: incontra una modella con cui si sposa e ha tre bambini. Nel frattempo diventa anche proprietario di alberghi e imprenditore nel settore immobiliare. Tutto cambia un giorno in cui l’uomo che avrebbe dovuto vendergli un albergo gli chiede di andare all’aeroporto per prendere suo figlio.Chico ci va e accompagna il ragazzo in un locale: il giorno dopo viene ritrovato morto. La polizia di Miami non ha dubbi: Chico è l’assassino.

I parenti di Forti ospiti ieri della trasmissione Quarto Grado chiedono che di questa storia si continui a parlare. Loro non possono più fare nulla, solo il Governo italiano potrebbe intervenire. Chico infatti è stato condannato all’ergastolo e da dodici anni è rinchiuso in carcere. Sono poche le prove a suo carico e secondo Chico, intervistato nel 2004 dai giornalisti Mediaset, sono anche state costruite appositamente. L’errore dell’uomo è stato quello di negare di conoscere la vittima. Adesso però i parenti vogliono che sia fatta giustizia: Chico ha perso tutto ma vorrebbero regalargli almeno la libertà.

Secondo l’idea che in questi anni si sono fatti i suoi familiari, la polizia di Miami probabilmente ha voluto incastrare Forti perchè in passato aveva gettato ombre sulle indagini fatte sul caso di Gianni Versace. Sarà davvero così? Il governo ha fatto sapere che nelle prossime settimane si cercherà di capire cosa si possa fare per l’uomo e i familiari sono fiduciosi.

One response to “Caso Chico Forti: l’appello dei parenti in tv

  1. CHICO FORTI SANTO SUBITO
    25 Ottobre 1415
    We few, we happy few, we band of brothers.

    In diverse occasioni ho lamentato la disinformazione che affligge la pena di morte e il diritto penale americano. Ho fatto acidamente notare in che modo vengano impunemente pubblicate patetiche frottole come quella dei 123 americani condannati a morte, uccisi e successivamente riconosciuti innocenti grazie al test del DNA. Ho detto e ridetto che queste fandonie creano gravi problemi ai quattro gatti che si battono contro la pena di morte (non solo) americana.

    Ora la situazione è ancor più degenerata.
    Da mesi siamo martellati da una riuscitissima campagna mediatica che esige la liberazione di Enrico “Chico” Forti. Costui sta scontando in Florida l’ergastolo e i sostenitori della sua innocenza hanno costruito una gigantesca ragnatela di distorsioni e invenzioni: una cortina fumogena per nascondere la realtà. Così la questione della innocenza o colpevolezza di Forti non è più un problema di verità giudiziaria, non riguarda la sfera della razionalità, ma quello della fede. L’innocenza di Chico Forti è un dogma e non deve essere dimostrata.

    Le tesi innocentiste sono propagandate da cantanti, cabarettisti, presentatori e giornalisti televisivi senza che a nessuno sia venuto in mente di verificarne la verosimiglianza. Nessuno ha cercato il conforto dei giuristi americani come nessuno ha intervistato i protagonisti della vicenda: i due avvocati difensori, il prosecutor Rubin, il giudice Platzer e i dodici giurati.

    Questa faccenda produrrebbe il solito inutile polverone italiano se non fosse che proprio in Florida sta iniziando una campagna per salvare il condannato a morte italo-americano Anthony Farina e le invenzioni degli amici del Forti aumenteranno le difficoltà degli abolizionisti. Farina ha ricevuto la pena capitale per l’omicidio di cui è stato complice nel 1992. Utilizzando la sua discendenza italiana e continuando la centenaria tradizione abolizionista del nostro paese, alcune organizzazioni italiane si sono attivate perché a Farina sia concessa la cittadinanza e il nostro governo segua il suo appello federale. Purtroppo gli abolizionisti si troveranno continuamente a inciampare nelle prefiche piangenti la sorte dell’amato Chico, mentre in Florida dovranno costantemente distinguere la loro campagna da quella del Forti.

    Dott. Claudio Giusti
    Via Don Minzoni 40, 47100 Forlì, Italia
    Tel. 0543/401562 340/4872522
    e-mail [email protected]
    http://www.astrangefruit.org/index.php/it/
    http://www.osservatoriosullalegalita.org/special/penam.htm
    Membro del Comitato Scientifico dell’Osservatorio sulla Legalità e i Diritti, Claudio Giusti ha avuto il privilegio e l’onore di partecipare al primo congresso della sezione italiana di Amnesty International ed è stato uno dei fondatori della World Coalition Against The Death Penalty.

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