Raffaele Sollecito: “Vedo Amanda su Skype, lei canta per me”

Torniamo a parlare di Raffaele Sollecito e Amanda Knox i due, nel 2007 studenti, incolpati per aver ucciso Meredith Kercher, la studentessa inglese trovata morta a Perugia, e poi assolti in appello perché “il fatto non sussiste”. Sappiamo che sia Raffaele che Amanda adesso stanno cercando di rifarsi una vita, lontani da Perugia e dai tribunali di giustizia. Entrambi sono tornati nelle loro città: lui, pugliese, a Giovinazzo, e lei, americana, a Seattle. Ed entrambi, usciti dal carcere – erano stati condannati in primo grado per omicidio colposo – adesso mettono nero su bianco le loro memorie, e pubblicano un libro. Quello di Sollecito è uscito proprio ieri negli Stati Uniti. Il giovane ha rilasciato poi un’intervista all’Abc, televisione americana. Ed è tornato a parlare della “sua” Amanda. Ecco le ultime dichiarazioni.Ha parlato di Amanda e del loro rapporto che sembra essersi ricucito, dopo un allontanamento dovuto al processo e al carcere. Sollecito confessa: “Ci sentiamo via Skype e ci mandiamo mail. Amanda mi ha cantato una canzone durante la nostra ultima conversazione su Skype”. Raffaele Sollecito ammette di essersi sentito in imbarazzo, quando Amanda dimostrava il suo affetto verso di lui, davanti alla polizia, mentre si cercava di capire cosa fosse successo a Meredith: “Non è stato il comportamento di Amanda in sé a darmi fastidio – ha spiegato il ragazzo -. Però sapevo fin dal principio che i poliziotti ci stavano osservando… E per questo non mi sentivo a mio agio”. Tra le altre cose, nel libro, Raffaele muove un’accusa molto importante: a detta sua, sarebbe stato il pm a dirgli di tirare in ballo Amanda nel processo. Ma Sollecito è un fiume in piena nel suo libro, dove finalmente si sente libero di dire quella che è la sua verità. Tra le confessioni, un una scrive di sentirsi in colpa per non sapere davvero cosa sia successo a Meredith, perché quella notte lui e Amanda erano “sballati” dalla marijuana.

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