I compagni di scuola scrivono una lettera per Jihane Hajjaji, uccisa dal padre

Vi avevamo parlato qualche giorno fa della storia terribile di Jihane Hajjaji, una bambina di soli 12 anni, e del suo fratellino di otto. Il padre, un marocchino, si era recato nella casa dove i due vivevano con la madre. Mustafà, questo il nome del padre, e la moglie, si stavano separando: litigavano spesso, per questioni legate al velo. A Mustafà non andava bene lo stile di vita della moglie, che riteneva troppo occidentale. E così, per farle uno sfregio, ha deciso di uccidere i loro bambini. La donna è ancora sotto choc, non riesce a comprendere il motivo del gesto, e continua a chiedersi: “Perché non ha ucciso me?” Nel frattempo i compagni di scuola di Jihane Hajjaji scrivono una lettera per lei, che riportiamo anche noi qui.Così scrivono gli amichetti della 12enne sgozzata dal padre: “Anche se ti conoscevamo da poco tempo sei entrata nel profondo dei nostri cuori. Il tuo entusiasmo per la vita era immenso, eri gentile e allegra. E soprattutto la tua voglia di vivere resterà sempre nei nostri cuori. Solo un tuo sguardo solo un tuo pensiero ci fa riflettere. Solo un istante per dirti che ti vogliamo bene solo un respiro per dirti addio”. Una poesia. Parole scritte dai compagni di scuola di Jihane Hajjaji, la bambina di dodici anni uccisa dal Mustapha Hajjaji a Umbertide, in provincia di Perugia, martedì scorso, per dirle addio”.

La data dei funerali dei due fratellini, che si terranno all’ospedale ‘Santa Maria della Misericordia’ di Perugia, non è stata ancora decisa, ma il Comune di Umbertide, ancora sotto choc per quanto accaduto, ha già fatto sapere che metterà a disposizione due autobus per alunni, insegnanti e genitori delle scuole Garibaldi e Mavarelli-Pascoli che vi volessero prendere parte.

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