Decreto Università, protesta del Sud contro più assunzioni al Nord

Protesta del Sud Italia contro il decreto sui punti organico, firmato da pochi giorni, che stabilisce le soglie di turn over nelle Università italiane: approvato nei giorni scorsi dal ministro dell’Istruzione Maria Chiara Carrozza, il decreto in questione, infatti, aumenterebbe del 20 per cento la possibilità di assunzioni presso alcune Università del Nord a discapito dei molti atenei presenti al Sud del paese. Tra le Università ad essere maggiormente beneficiate, figura anche il Sant’Anna di Pisa dove il ministro dell’Istruzione era rettore.

Nichi Vendola, presidente della Puglia, commenta la decisione parlando di atto “premeditato”, volto ad incrementare maggiormente il divario con il Nord: “Obiettivo, ormai esplicito e non più camuffato, è demolire le Università meridionali a cominciare dalla riduzione di fondi o dal decreto mobilità, che premia chi va a studiare altrove, fino ad arrivare a quest’ultimo atto. Noi ci opporremo con tutte le nostre forze a questo tentativo di cancellazione della cultura nel Mezzogiorno“, commenta Vendola.
Oltre al governatore della Puglia, anche i deputati pugliesi PDL-FI Rocco Palese, Antonio Distaso, Gianfranco Chiarelli, Benedetto Fucci, Roberto Marti, Elvira Savino e Francesco Paolo Sisto hanno deciso di dire no alla decisione presa da Maria Chiara Carrozza, inviando una lettera al ministro dell’Istruzione e dichiarando che non è ammissibile penalizzare in questo modo gli atenei del Sud, rafforzare maggiormente chi è già forte ed indebolire chi è debole.

I deputati pugliesi rivelano che, ad esempio, a risultare fortemente penalizzati sono Università come quelle di Bari e Foggia – a meno 66 per cento – mentre risultano particolarmente favoriti atenei come il Sant’Anna di Pisa – Università di cui l’attuale ministro dell’Istruzione era rettore – che risulta essere primo in classifica con un turn over possibile del 964 per cento.

Il decreto sotto accusa è stato firmato lo scorso 17 ottobre e permetterebbe, nel nostro paese, l’assunzione di circa un migliaio di ricercatori.

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