Papa Francesco manda assegno a disoccupato che tentò di vendersi un rene, ma non può incassarlo

Papa Francesco stupisce ancora proponendosi come la più valida alternativa all’attuale Stato Sociale. Manda un assegno a un disoccupato che tentò di vendersi un rene, ma quest’ultimo non può incassarlo. Scopriamo il perché. Dopo che la crisi lo ha costretto a rivolgersi agli strozzini, e dopo averli denunciati dopo le varie angherie subite, l’ex imprenditore ha dovuto chiudere la sua azienda di ceramiche. È stato costretto a licenziare i suoi dipendenti ed è finito sul lastrico. Per aiutare il figlio malato tentò persino di vendersi un rene. Questa è la storia del tuttora disoccupato Bernardo Raimondi, artigiano vittima degli strozzini e del pizzo. L’aiuto ricevuto dallo Stato in base alla legge sulle vittime di usura non è bastato. L’uomo ha affermato di sentirsi abbandonato dalle Istituzioni e di aver pensato anche di farla finita. Raimondi si è visto costretto a chiedere l’elemosina davanti le chiese, così la moglie ha deciso di scrivere a Papa Francesco. Una lettera di otto pagine per raccontare al pontefice la triste storia del marito. Né il Sindaco di Palermo né il presidente della Regione le hanno risposto, ma il Papa.  Meno di un mese fa è arrivata l’inattesa risposta di Francesco e un assegno da mille euro. I coniugi si recano alle Poste ma da tutte ricevono la stessa risposta: per incassarlo deve essere versato su un conto corrente. Il problema è che non lo hanno. Dopo che hanno cercato soluzioni varie, alla fine pare che un vaglia postale che l’Elemosineria apostolica invierà alla famiglia risolverà il problema. La donna ha dichiarato di aver pianto quando ha ricevuto la risposta di Papa Francesco e la sua comprensione. Il pontefice manda un assegno di mille euro al disoccupato che tentò di vendersi un rene e ha anche fatto in modo di risolvere la questione legata alla riscossione della somma da parte della coppia. Raimondo non può incassarlo, ma dopo qualche peripezia la soluzione pare essere stata trovata.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.