La legge elettorale tra emendamenti ed ultimatum

“Questa legge elettorale non può saltare per uno 0,5% […] ci saranno tantissimi emendamenti, è ovvio, e ci confronteremo su tutti. Lo scopo è trovare un accordo, complicato, ma possibile”. Renzi è deciso e nulla sembra poter fermare la nascita della sua creatura, quell’Italicum che per molti, risulterà essere il gemello (cattivo) del Porcellum.

A poche ore dalla presentazione degli emendamenti per ri-formulare la legge elettorale, ancora una volta, è stato dettato l’ultimatum: “Se si affossa (l’Italicum ndr.), è difficile pensare a uno spazio di speranza per la legislatura, ma io sono ottimista” sentenzia il Segretario del Partito Democratico. La nota dolente per l’accordo Renzi-Berlusconi che ha di fatto dato il via alla nuova proposta di legge elettorale, è la tematica preferenze. Uno degli emendamenti proposti dal Pd, a firma del lettiano Francesco Sanna, prevede infatti l’introduzione delle preferenze pur su liste bloccate. Il testo della richiesta di modifica dell’Italicum – riporta il quotidiano QN – è stato depositato oggi in commissione Affari costituzionali della Camera ed introduce un sistema attraverso il quale, “ferme restando le liste bloccate con l’indicazione dei nomi dei candidati nell’ordine stabilito dai partiti, all’elettore è data la possibilità di modificare questo ordine mediante il proprio voto di preferenza: in questo modo, il più votato, seppure in una posizione più bassa, ha la possibilità di scalare la graduatoria e, magari, attestarsi al primo posto, scalzando di fatto il candidato piazzato dalla rispettiva segreteria di partito alle prime postazioni”.

Il testo dell’emendamentoL’elettore può esprimere, in ogni collegio plurinominale, uno o due voti di preferenza. Nel caso di espressione di due preferenze, esse devono riguardare candidati di sesso diverso della stessa lista, pena l’annullamento della seconda preferenza. Inoltre, qualora un candidato ottenga un numero di preferenze almeno pari alla metà dei voti necessari per conseguire un quoziente intero, la sua posizione in graduatoria aumenta di una unità.

Chissà quindi se quell’accordo, complicato, si riuscirà davvero a trovare. Renzi, proprio sulla questione preferenze è sempre stato categorico e pochi giorni fa, su twitter ha ribadito il concetto: “La partita può ritenersi chiusa”. Insomma su quello non si cambia.
E su altro? La minoranza Pd ha presentato oggi gli emendamenti ed oltre alle preferenze, sono state messe in dubbio le liste bloccate (cuperliani), la soglia di sbarramento per ottenere il premio di maggioranza (da alzare al 38%) ed il premio stesso (da abbassare al 15%). Altri paletto sono stati messi per la soglia di sbarramento all’interno delle coalizioni (dal 5 al 4%). A quanto pare, si vuole cambiare tutta la formula.

Gli ultimatum, chiaramente, non arrivano però solo da Renzi. Forza italia ha già fatto la voce grossa. La minaccia di Renato Brunetta (o di Berlusconi) è eloquente: “Se oggi il testo base sulla legge elettorale dovesse subire stravolgimenti da parte della Camera, per colpa degli emendamenti della sinistra Pd salterà l’accordo e verrà giù tutto […]. Credo che si troverà una soluzione, ma se così non dovesse essere, allora si cadrà già domani”. Cioè stasera…

Non ci resta che attendere. D’altronde, c’è in ballo solo il futuro del nostro Paese…

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