La BBC 4 trasmette il documentario degli adolescenti stuprati da Gheddafi

L’ex dittatore libico Gheddafi, anche da morto, continua a fare parlare male di se. Anche questa volta, Gheddafi si è macchiato di un crimine. Un altro crimine pesante grava sul suo capo.

Nella sua lunga e infelice tirannìa avrebbe approfittato sessualmente di centinaia e centinaia di giovani vittime. Quell’uomo era portato in modo naturale alla violenza gratuita. Tanti, forse anche troppi, erano gli adolescenti che venivano sottratti alle loro famiglie dalle complici guardie del despota e condotte nel covo segreto. Il covo segreto di Gheddafi, il luogo di tortura dove venivano condotti e segregati i prigionieri personali del tiranno. Ancora oggi, non è certo il luogo in cui era collocato il famigerato covo del male. C’è chi sostiene si trovi nascosto presso l’Università di Tripoli. Chi, invece, ritiene che il posto delle torture sia all’interno di uno dei palazzi del potere della capitale libica. Sicuramente, in quel postaccio, luogo di abusi e maltrattamenti, trovò rifugio nell’ultimo periodo della sua vita il carnefice stesso . Gli ultimi 26 mesi prima della sua inevitabile fine, Gheddafi si rintanò proprio lì dentro. Quel luogo di torture è rimasto intatto. Tutto è rimasto com’era. Come l’aveva lasciato il sadico padrone. Ci sarebbe una stanza con un letto e una lampada. E ci sarebbe anche un’altra stanza. La così detta stanza ginecologica, dove le vittime venivano esaminate e dove le giovani donne abortivano se risultavano gravide. Era Gheddafi in persona a scegliersi gli adolescenti da rapire. Era solito tenere lezioni nelle scuole e nelle università. Le lezioni avevano un secondo fine: offrivano la possibilità di vedere da vicino e selezionare gli adolescenti da sottoporre ad abuso sessuale, a maltrattamento, a violenza fisica. Non era necessario che fossero individui di sesso femminile. il meschino dittatore libico non faceva differenze e non aveva preferenze. Ma una cosa era certa: se la famiglia della vittima prescelta si fosse opposta, allora sarebbe stata sterminata senza tanti pensieri. E di questo fatto tutti i suoi sudditi ne erano a conoscenza. Ne erano ben consapevoli e, a dirla tutta, ne erano anche terrorizzati. Il Raìs, in occasione di quegli incontri raccapriccianti, aveva l’abitudine di assumere sostanze stupefacenti. Cocaina, alcol e viagra. Nei giorni in cui il popolo libico era in festa per la morte di Gheddafi, il governo provvisorio, quello di transizione, nascondeva quel postaccio. Continuava a nascondere il covo delle torture temendo che una simile oscenità potesse causare ulteriori imbarazzi alla Libia. Temeva il giudizio della comunità internazionale. E probabilmente, la comunità internazionale proverà vero ribrezzo a guardare l’inedito luogo degli abusi che sarà trasmesso nei prossimi giorni, al più presto, sulla rete britannicaBBC 4.

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