Morte Aldovrandi: ai poliziotti contestato danno erariale

I poliziotti condannati in via definitiva al processo per la morte di Federico Aldrovandi potrebbero dover affrontare un’altra grana: la procura regionale della Corte dei Conti ha formalizzato loro la contestazione di un’ipotesi di danno patrimoniale. La vicenda riguarda  il risarcimento che il ministero dell’Interno ha dovuto pagare ai familiari del giovane ferrarese morto nel 2005 durante un controllo.A Enzo Pontani, Luca Pollastri, Paolo Forlani e Monica Segatto – i quattro poliziotti condannati per eccesso colposo – è contestata una cifra complessiva per danno erariale di 1.870.934 euro. I poliziotti, adesso, saranno tenuti a replicare entro trenta giorni. Dopo le repliche, si deciderà se citare i quattro agenti davanti alla Corte.
L’omicidio di Federico Aldrovandi avvenne la notte del 25 settembre 2005. Quella notte, il ragazzo stava tornando a casa dopo aver passato la serata in un locale di Bologna. Il giovane si imbatté nella pattuglia con a bordo Enzo Pontani e Luca Pollastri, che in quel momento facevano servizio lungo viale Ippodromo a Ferrara. I due poliziotti hanno sempre dichiarato di essere stati aggrediti da Federico e che per questo chiamarono i rinforzi, nelle persone di Paolo Forlani e Monica Segatto. Intervenuti questi ultimi, i quattro agenti ingaggiano una colluttazione con Federico: lo scontro è stato molto violento, al punto che due manganelli si spezzano. Aldrovandi morì per ‘asfissia da posizione’ causato dallo schiacciamento del torace contro l’asfalto.
La storia giuridica, che da allora è andata avanti e si è conclusa con la condanna in via definitiva dei quattro, rappresenta una delle principali vicende recenti, a livello nazionale, in cui a essere accusati di maltrattamenti e abuso del proprio ruolo sono membri delle forze dell’ordine.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.