Antonella e Sara morte per ricina, Gianni di Vita negativo e a Pietracatella ci sarebbero nuovi sospettati

Le ultime notizie da Pietracatella: sarebbe confermata la presenza di ricina nel sangue di Antonella e Sara ma non nelle analisi di Gianni di Vita

sara e antonella pietracatella

Il caso di Pietracatella si arricchisce di nuovi elementi che, pur non rappresentando ancora una svolta decisiva, segnano un passo avanti nelle indagini. Secondo quanto riportato da fonti qualificate citate dall’ANSA e successivamente confermate anche da LaPresse, sarebbero emerse tracce di ricina nei campioni della quindicenne Sara Di Vita e di sua madre Antonella Di Ielsi. Un dato che rafforza l’ipotesi dell’avvelenamento, inizialmente esclusa in favore di una sospetta intossicazione alimentare. Al contrario, gli esami avrebbero escluso la presenza della stessa sostanza nel corpo di Gianni Di Vita, marito e padre delle vittime.

Le conferme ufficiali , su quanto accaduto a Pietracatella, dovrebbero arrivare nei prossimi giorni ma intanto gli investigatori vanno avanti e continuano gli interrogatori mentre la famiglia di Antonella si schiera dalla parte di Gianni di Vita: non avrebbe mai potuto fare del male a sua moglie e a sua figlia. E delle possibile accuse contro la figlia maggiore di Gianni e Antonella, non vogliono neppur sentir parlare, sarebbe qualcosa di abominevole.

Il giallo di Pietracatella: le ultime notizie

Nonostante queste indiscrezioni, la procura mantiene una linea di estrema cautela. La titolare dell’inchiesta, la procuratrice Elvira Antonelli, ha infatti smentito ufficialmente le anticipazioni diffuse dalla stampa, invitando ad attendere i risultati certi. A breve, infatti, è attesa la relazione conclusiva del Centro antiveleni di Pavia, che dovrebbe chiarire in modo definitivo l’esito degli accertamenti tossicologici e fornire un quadro più preciso sulle cause della morte delle due donne.

Parallelamente, prosegue l’attività investigativa con una nuova fase cruciale all’orizzonte. Il medico legale Pia Benedetta De Luca ha fissato per il 29 aprile, presso Bari, l’esame dei vetrini istologici prelevati durante le autopsie. Si tratta di un accertamento tecnico irripetibile, che verrà eseguito alla presenza di tutte le parti coinvolte, nel pieno rispetto del contraddittorio, e che potrebbe offrire indicazioni determinanti per ricostruire quanto accaduto tra il 27 e il 28 dicembre, quando madre e figlia morirono all’ospedale Cardarelli di Campobasso.

L’analisi riguarderà i campioni raccolti nel corso dell’autopsia effettuata il 31 dicembre, considerati elementi chiave per comprendere l’origine del decesso. All’esame parteciperanno i legali e i consulenti dei cinque medici inizialmente indagati per omicidio colposo, oltre ai rappresentanti delle parti offese. Tra questi anche il nuovo difensore di Gianni Di Vita, l’avvocato Vittorino Facciolla, affiancato da un consulente tecnico nominato dalla famiglia, a conferma della complessità e della delicatezza di un’indagine ancora tutta da definire.

A Pietracatella sono tutto sconvolti e i parenti delle vittime non si danno pace, non possono credere che stia accadendo tutto questo. Il fratello di Antonella inizia persino a pensare che si sia trattato di un errore, che magari qualcuno avrebbe voluto uccidere altre persone. Non si danno pare neppure le amiche della donna: “quelle su Gianni sono tutte bugie, erano una coppia bellissima, sono stati uniti da sempre, mai dissidi” ha detto una signora ai microfoni di Vita in diretta.

Per chi indaga però non ci sarebbero dubbi, nonostante non si esclude al momento nessuna pista. Ci sarebbero forse due persone coinvolte in questa storia, due persone che a Pietracatella avrebbero ucciso con il veleno, Sara e Antonella. Oltre 30 le persone sentite e almeno un paio di persone su cui i sospetti, secondo le indiscrezioni giornalistiche, si starebbero concentrando.

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