De Rensis ricita lo scontrino e lancia la frecciata più avvelenata a Cataliotti in tv
L'avvocato de Rensis perde la pazienza a Lo stato delle cose e risponde in modo piccato a Cataliotti ritirando in ballo il famoso scontrino di Sempio
Uno scontro inatteso quello tra l’avvocato Cataliotti e l’avvocato De Rensis nel corso della puntata de Lo stato delle cose su Rai 3, che chiude la stagione del programma di Massimo Giletti. Si parla di Garlasco, dell’omicidio di Chiara Poggi e di tutto quello che è successo in questi lunghi anni, delle nuove indagini ma anche di quello che non è stato fatto in passato. Dalla porta a soffietto alla spazzatura analizzata solo ora. Dalle accuse contro Sempio alle prove che incastrerebbero senza dubbio solo Alberto Stasi.. E ovviamente abbiamo due avvocati che fanno il loro lavoro: il difensore di Alberto Stasi e quello di Sempio.
Da un lato c’è De Rensis che da sempre sostiene che il suo assistito sia un carcere per un errore, per quello che è accaduto in passato, per le indagini fatte malissimo, per gli orrori che si fecero al tempo. Dall’altro c’è Cataliotti che insieme alla Taccia continua a ribadire che Andrea Sempio nulla ha a che fare con questa vicenda e con l’omicidio di Chiara. C’è da dire però che De Rensis, ha sempre cercato di evitare di parlare di Andrea Sempio, anche se ha le sue posizioni e sembra evidente che tutti abbiano capito cosa pensi di quella giornata, del delitto. Ieri sera però, provocato dal nuovo legale di Sempio, ha lanciato una frecciata avvelenata che non è passata inosservata, anzi.
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De Rensis e lo scontrino di Sempio: la frecciata in tv riaccende il dibattito
Nella puntata de Lo stato delle cose del 13 aprile 2026, il talk dedicato al caso Garlasco è stato infuocato e Massimo Giletti ha provato a capirci di più, con delle domande specifiche su certi aspetti. “Io faccio fatica, il DNA sulla cannuccia di Estathé va bene, il DNA sulle unghie di Chiara no, quando tocca Stasi è perfetto, va tutto bene, se tocca un altro c’è un però..”. Garofano ha spiegato: “Noi analizziamo gli autosomi e il DNA Y, i primi sono capaci di identificare le persone e sulla cannuccia hanno dato questo esito, il DNA Y scientificamente in tutto il mondo non ha qualità per arrivare a questo, a maggior ragione se è misto e non consolidato”.
De Rensis fa una domanda riferendo di farla da incompetente: “Il DNA sulla cannuccia è stato giudicato dalla dottoressa Albani degradato, non degradato o severamente degradato?“. Garofano risponde: “Al di là del degradato o meno, il risultato è quello che ci consente di fare una diagnosi. Se noi abbiamo delle risposte e arriviamo all’identificazione, anche se degradato abbiamo un risultato”.
Petracalvina ricorda la decisione dell’allora pm di non analizzare la spazzatura, ma si chiede come mai gli avvocati che all’epoca assistevano Stasi non ne abbiano fatto richiesta. Su questo la interrompe Giletti “E’ chi fa le indagini che deve farlo”. De Rensis si altera: “Ogni volta lei mi provoca, senza riuscirci, per farmi fare commenti bravissimi sui colleghi che mi hanno preceduto. Le indagini competono alla Procura della Repubblica, partiamo da lì, sequestrare la spazzatura dopo quasi un anno è stato un gigantesco errore della Procura, non della difesa di Stasi“.
Ed è a questo punto che è successo qualcosa di inaspettato, visto che di solito non ci sono scontri tra i legali di Sempio e quelli di Stasi: “Il nervosismo sulla cannuccia c’è perché il collega aveva sostenuto che quella fosse la colazione dell’assassino, ma non vado oltre, aspetto di leggere la deposizione di Alberto Stasi, che per la prima volta avrebbe detto di averlo bevuto la sera prima”.
De Rensis a questo punto, ha deciso di non rispettare il solito fair play ma è andato oltre: “Rompo questo gentleman agreement, mi assumo tutta la responsabilità di questa clamorosa dichiarazione che ha condizionato l’esito, ma caro collega ci rivedremo al momento dello scontrino”. Cataliotti risponde: “In aula è difficilmente che ci vedremo, la difesa Stasi non è parte del processo Sempio”.
Ovviamente le parole di De Rensis sullo scontrino hanno riacceso il dibattito soprattutto sui social, dove chi segue il caso di Garlasco è sempre molto attivo. Ricordiamo che non è l’avvocato ad avere notizie esclusive ma che questa storia, oltre a circolare da mesi, è stata rilanciata qualche giorno fa dal TG1 che ha spiegato che la procura ha lavorato molto per collocare il famoso scontrino. Il dubbio è che sia stato fatto dalla madre di Sempio e non da Andrea. Dunque De Rensis, non ha detto nulla che non si sappia già ma lo ha fatto con un tono molto provocatorio che lascia intendere che lui, a quello scontrino, ormai, non ci crede più.