Giacomo Bongiorni ucciso durante un’aggressione brutale sotto gli occhi di figlio e compagna: “dovevamo sposarci”
Sono sotto shock la compagna e il figlio di Giacomo Bongiorni dopo aver assistito alla brutale aggressione durante la quale è stato ucciso senza motivo
Un’aggressione brutale, avvenuta in pieno centro e sotto gli occhi del figlio di appena 11 anni. È una vicenda che ha scosso profondamente la città di Massa e l’intero Paese, quella che ha portato alla morte di Giacomo Bongiorni, 47 anni, ucciso da un gruppo di giovanissimi. Non ci si spiega come sia possibile, non ci si spiega come un uomo, un padre, possa esser morto così, solo perchè ha chiesto di avere rispetto di un luogo, solo perchè ha chiesto di rispettare le regole. Eppure è accaduto. In un mondo in cui spesso ci si volta dall’altra parte, Giacomo Bongiorni non lo ha fatto.
E ha pagato con la sua vita la brutale crudeltà di ragazzini che vanno contro ogni regola, che non rispettano la legge e non hanno nessuna paura di quello che potrà accadergli.
Giacomo Bongiorni ucciso davanti alla sua famiglia
La tragedia si è consumata la sera dell’11 aprile. Giacomo Bongiorni si trovava in piazza insieme alla compagna Sara Tognocchi e al figlio quando avrebbe richiamato un gruppo di ragazzi che stavano lanciando bottiglie di vetro. Un gesto semplice, quasi istintivo, che però avrebbe scatenato la furia del gruppo. L’uomo è stato circondato e violentemente picchiato fino a cadere a terra, battendo la testa sull’asfalto. Le ferite e il successivo arresto cardiaco si sono rivelati fatali.
Secondo le prime ricostruzioni, tra gli aggressori ci sarebbero giovani tra i 19 e i 23 anni, oltre a un minorenne: alcuni di loro sono stati fermati con l’accusa di omicidio volontario.
Il racconto choc della compagna
A rendere ancora più drammatica la vicenda sono le parole della compagna, Sara Tognocchi, che ha assistito impotente alla scena. “Dovevamo sposarci, lo hanno ammazzato davanti ai miei occhi”, ha dichiarato, descrivendo momenti di terrore e disperazione.
La donna ha raccontato di essere stata accerchiata insieme a Giacomo Bongiorni e al bambino: “Li hanno circondati, picchiati. Ho chiesto aiuto, il bambino cercava di alzare il padre da terra”. Il figlio undicenne, testimone diretto dell’aggressione, è stato ricoverato in ospedale in stato di shock.
Un uomo descritto come “un ragazzo d’oro”
Giacomo Bongiorni era conosciuto e benvoluto nella comunità. Lavorava come operaio metalmeccanico ed era padre di due figli. Chi lo conosceva lo descrive come una persona gentile, sempre disponibile ad aiutare gli altri, con una vita semplice fatta di famiglia e passioni: il calcio e le escursioni nei boschi alla ricerca di funghi.
“Un ragazzo d’oro, dolcissimo, lo amavano tutti”, raccontano amici e conoscenti, increduli di fronte a una morte così violenta e improvvisa.
L’omicidio ha lasciato sgomenta l’intera città. Una violenza esplosa per futili motivi, che riaccende il dibattito sulla crescente aggressività giovanile e sul fenomeno delle baby gang. Resta il dolore di una famiglia distrutta e le parole strazianti di chi ha perso tutto in pochi istanti: “Non si può morire così. Lo rivoglio tra le mie braccia”.
Una tragedia che non è solo cronaca, ma il racconto di una vita spezzata senza senso, davanti agli occhi di un bambino.