Motociclista ucciso a Milano per uno sputo: la drammatica lettera della famiglia

Uomo ucciso a Milano: la lettera dei familiari – Ieri, 26 luglio 2011, un uomo è stato ucciso a Milano mentre era in sella al suo scooter. Tutto sarebbe partito da una lite al semaforo con una macchina: l’uomo, Alessandro Mosele, avrebbe sputato al guidatore dell’auto, un anziano di 71 anni, Vittorio Petronella. La lite riguardava banali questioni di viabilità. E’ lì che Petronella non ci ha visto più ed ha pensato bene di travolgerlo con l’auto e di ucciderlo. Oggi arriva la drammatica lettera della famiglia. “Perché hanno ucciso il mio papà? Adesso come fa, dalle nuvole, a chiamarmi come faceva sempre?“. A parlare è Viola, la figlia, che ha solo tre anni. Piange a singhiozzo, non riesce a capire perché suo padre non c’è più. I familiari di Mosele ora chiedono con forza che sia fatta giustizia.Anche il compagno della madre della piccola, Michele Fino, ha voluto parlare, e ha rivolto un appello a Giuliano Pisapia, neosindaco di Milano.  “Sono il convivente di Stefania Notari, madre di Viola: viviamo sotto lo stesso tetto e siamo tutti e tre distrutti. Viola ha 3 anni e suo padre, Alessandro Mosele, è stato ucciso ieri da un vecchio pazzo in via Andrea Doria. Continua a chiedere: “Perché il mio papone è stato ucciso?” Abbiamo scelto di dirle la verità su consiglio di una psicologa infantile. Sono quasi le due di notte e non dormiamo… Speriamo di non essere gli unici a non dormire. Speriamo che quel criminale marcisca nelle patrie galere, ma nutriamo forti dubbi“, scrive Michele Fino. Prosegue nella sua lettera, scriveno che è curioso di vedere se la nuova Amministrazione si muoverà per una piccola rimasta orfana di padre.

 

 

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