Genova alluvione: aperta inchiesta per disastro colposo e omicidio colposo

La rabbia di chi ha vissuto nelle ultime ore l’alluvione a Genova adesso trova la forza di esplodere. In via Fereggiano, il luogo dove ieri purtroppo hanno perso la vita sei persone, sembra non esserci più nessun rischio, mentre si lavora per ripulire il più possibile la strada. E’ assurdo pensare alle vittime e poi ai danni del nubifragio di Genova, è un atto dovuto che la Procura abbia aperto una inchiesta per disastro colposo e per omicidio colposo plurimo. Un atto contro ignoti, ma i cittadini non hanno esitato nel chiedere urlano le dimissioni del sindaco Marta Vincenzi.

Oggi il sindaco di Genova appena ha potuto si è recata sul luogo della tragedia per valutare personalmente la situazione, ma l’accoglienza non è stata certo quella delle grandi occasioni. Al sindaco viene contestato da molte persone la sua decisione di avere lasciato le scuole aperte e l’errore di non avere fatto niente per evitare che una zona così a rischio diventasse una trappola mortale.

Protetta da un cordone di poliziotti, il primo cittadino, che in un primo momento si era imposta il silenzio, ha replicato a chi contestava il suo operato: “Abbiamo ripulito il Bisagno, abbiamo speso 6 milioni su Fereggiano. Non potete dire che non abbiamo fatto niente”. Poi ha proseguito intrattenendosi per lungo tempo con i proprietari di un negozio distrutto e ha aggiunto: “Faremo tutto ciò che potremo per aiutarvi, ma non abbiamo colpe. Se non quella di non aver spiegato meglio cosa significa allerta 2”.

Dopo avere colpito duramente Genova la perturbazione si è estesa anche sul Piemonte e la Liguria di Ponente, mentre la Protezione Civile continua a monitorare le zone a rischio e con i Vigili del fuoco, le Forze Armate e di polizia fronteggiano le emergenze.

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