Franco Mastrogiovanni ucciso in ospedale: udienza scandalosa

L’assurda vicenda che ha visto vittima il maestro elementare Franco Mastrogiovanni, il suo omicidio nell’ospedale San Luca di Vallo della Lucania, in provincia di Salerno, è ancora una tortura. A tre anni di distanza dalla morte di Franco Mastrogiovanni chi l’ha ucciso non solo non ha ancora pagato per le sue colpe ma non è ancora chiaro il perché ad un uomo di 58 anni gli sia stato negato il diritto alla vita e abbia subito tanta violenza.

Facciamo un passo indietro e ricordiamo che il maestro elementare Mastrogiovanni nel luglio del 2009 si trovava in vacanza a Pollica, un piccolo paesino della costiera cilentana. Era in un campeggio vicino al mare quando è stato costretto a gettarsi in acqua e a rimanerci per ore accerchiato da carabinieri, vigili e addetti dell’Asl. Era evidentemente terrorizzato, non voleva consegnarsi, ma arrendersi per cosa, perché le forze dell’ordine e i medici erano lì?

Sembra che la sera prima viaggiando con la sua auto ad alta velocità avesse danneggiato quattro auto e per questo il sindaco aveva suggerito di sottoporlo ad un trattamento sanitario obbligatorio. Mastrogiovanni era quindi ritenuto un uomo pericoloso, ma perché? La sua auto non aveva un graffio e se anche fosse stata incidentata non si è mai legato nessuno ad un letto di ospedale per quasi quattro giorni di seguito senza acqua e cibo.

Lui sì, il maestro elementare noto come anarchico, forse per ovvie ragioni, aveva subito tutto questo e non era la prima volta. Già nel 2002 e nel 2005 fu costretto a subire il TSO, sempre per motivi incomprensibili. Ma il 4 agosto del 2009 per Mastrogiovanni quel ricovero forzato fu la sua condanna a morte.

Un omicidio voluto da chi?

Solo in questi giorni l’omicidio di Mastrogiovanni è diventato un caso di cui tutti parlano, adesso che la famiglia ha reso noto tramite il sito L’Espresso il video integrale delle lunghe ore di agonia della vittima. Ma il processo dura da tempo ed è stata a dir poco scandalosa l’udienza del 1° ottobre 2012 a Vallo della Lucania.

Il Pm Martuscelli (che nel 1999 fece condannare Mastrogiovanni per la contestazione di una multa) nella requisitoria ha assunto la difesa dei 18 imputati e ha rivolto nei confronti della vittima le proprie attività di accusa allo scopo di alleggerire le gravi ed evidenti responsabilità di medici, infermieri e delle stesse forze dell’ordine che in modo illegittimo e brutale condussero il maestro elementare, sano di mente e pacifico, nel lager psichiatrico del San Luca di Vallo della Lucania dove lui implorava di non essere trascinato e abbandonato. Era perfettamente lucido e totalmente innocuo, Mastrogiovanni sapeva che non c’era aiuto per nessuno ma la sola volontà di ucciderlo.

 

 

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